Vignali e il sogno di “Terraviva”
È morto il fondatore dell’azienda biodinamica di via delle Erbe, domani i funerali
FERRARA. Difficile definire in pochi tratti Silvio Benedetto Vignali, morto a 77 anni in seguito ad una grave malattia. Difficile perché la sua vita è stata costellata di eventi che hanno lasciato un segno persino al di là dell’oceano. In città è forse conosciuto di più come il padre di Terraviva e tra i fondatori dello Zaganel club, oltre che come educatore. Della sua numerosa famiglia - cinque maschi e due femmine - quattro dei suoi fratelli emigrarono in America e precisamente a Miami dove anche lui appena diciottenne si trasferì per proseguire gli studi. Si iscrisse infatti alla facoltà di ingegneria ma il calcio lo distrasse dalla laurea, impegnandolo come attaccante nella squadra locale. Rimase là per cinque anni poi tornò in Italia e collaborò come traduttore per un azienda bolognese. Avendo il diploma magistrale si diede all’insegnamento e fu maestro elementare in diverse scuole tra le quali Govoni e Poledrelli. «Furono anni che gli dettero molta soddisfazione - ricorda la figlia Elena - perché amava molto i bambini e l’insegnamento». Nel 1967 si sposò a Ferrara ed ebbe due figlie Gianna ed Elena che lo rese nonno. Anche la scuola non completò la sua ansia di creare e di innovare e fu negli anni ’80 che insieme ad altri diede vita a Terraviva, l’azienda biodinamica con incorporata l’idea di predisporre uno spazio ideale per le famiglie ed i loro figli in un luogo unico nel panorama cittadino come è via delle Erbe a ridosso delle Mura. «Senza avere mai avuto esperienza diretta di agricoltura e giardinaggio - prosegue Elena - mio padre salì su un trattore per dissodare la terra e renderla “viva“, zappando per coltivare ortaggi e frutta da vendere nel negozio che ancora oggi è presente là dove purtroppo Terraviva non esiste più».
Vignali si trasferì poi in Inghilterra dove Elena insegnava e dove, nel Kent, visse per tre anni dedicandosi a pittura e scultura; quando tornò a Ferrara impreziosì il giardino della sua casa con alcune opere, per poi iscriversi all’associazione Steineriana di cui è diventato sostenitore insieme a Francesca l’ultima compagna della sua vita.
I funerali si svolgeranno domani alle 16.30 nella chiesa dell’Immacolata e la famiglia ha chiesto che al posto dei fiori si facciano offerte all’Ado.
Margherita Goberti
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