Gorino ricorda i martiri uccisi dai nazifascisti
GORINO. Il 28 marzo 1944, Ernesto Alberghini, Luigi Cavicchini, Arrigo Luppi, Augusto Mazzoni e Don Pietro Rizzo, parroco di Jolanda di Savoia, furono barbaramente uccisi dalla follia fascista, l'ecci...
GORINO. Il 28 marzo 1944, Ernesto Alberghini, Luigi Cavicchini, Arrigo Luppi, Augusto Mazzoni e Don Pietro Rizzo, parroco di Jolanda di Savoia, furono barbaramente uccisi dalla follia fascista, l'eccidio fu organizzato in tempi rapidi come rappresaglia per l'uccisione di due fascisti della 2° compagnia della Grn di Portomaggiore in servizio a Longastrino; si salvarono miracolosamente all'eccidio Narciso Visser e l'Ing. Cesare Nurizzo.
Ieri in occasione del 74° anniversario dell'eccidio lo Spi-Cgil di Ferrara in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Goro ha celebrato la ricorrenza ricordando tramite le testimonianze dei parenti quei tragici momenti. Il sindaco Diego Viviani ha portato il saluto dell'Amministrazione Comunale ricordando “l'Eccidio della Macchinina”, il sacrificio di uomini che hanno dato la loro vita per la libertà, e un monito alle nuove generazioni perché questa memoria storica non venga dispersa.
Gli interventi di Vicenzino Soncini dell'Anpi e Bruno Pizzica segretario generale Spi-Cgil Emilia-Romagna, hanno evidenzato il valore della resistenza e della lotta antifascista che ha portato alla libertà e alla democrazia il nostro paese. Il momento più coinvolgente della cerimonia è stato quando lo storico e ricercatore Davide Guarnieri, autore del volume “La libertà nel fiume. L'eccidio della Macchina” ha raccontato quanto successo 74 anni fa in questo tratto di argine del Po a ridosso dell'abitato di Gorino, le parole dei condannati a morte, di come si comportarono i loro aguzzini, chi miracolosamente scampò all'eccidio, la solidarietà delle persone che le ospitarono nella fuga, e le pene inflitte a coloro che si macchiarono di questo efferato delitto. Odino Passarella
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