Soldi dagli imprenditori per assumere vigili urbani
Lidi, è l’idea proposta dalle associazioni di categoria al tavolo per la sicurezza Un contributo da 120mila euro per aumentare il numero degli stagionali
LIDI. I privati mettono a disposizione una cifra considerevole per aiutare il Comune ad assumere nuovi vigili urbani in vista dell’estate: è la proposta degli operatori balneari che aspetta il via libera dal prefetto.
L’idea, sulla scorta di un’esperienza avviata nel 2016 sulle spiagge di Cervia e Milano Marittima, è stata argomentata durante un incontro che si è svolto in Prefettura nei giorni scorsi, in presenza dei rappresentanti delle istituzioni locali, della Camera di Commercio e di Confesercenti ed Ascom. «Al tavolo provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal Prefetto la scorsa settimana - questa è la conferma di Luca Callegarini -, si sono affrontati diversi temi, dalla programmazione degli eventi, ai servizi di vigilanza estiva, alla nuova edizione del Mare di legalità, ma è anche emersa l'opportunità di percorrere un nuovo cammino nel contrasto all'abusivismo commerciale, prendendo a modello l'accordo siglato a Cervia tra Comune, operatori commerciali e cooperative dei bagnini, per assumere più agenti di polizia municipale stagionali». Il progetto adottato dal vicino Comune rivierasco di Cervia poggia su una convenzione pubblico/privata che, in termini economici, consiste nello stanziamento una somma pari a 120mila euro annui, destinata a sostenere, in parte, i costi della sorveglianza sulle spiagge contro l'abusivismo commerciale. Tanto per sgombrare il campo da equivoci di sorta, il progetto non prevede il ricorso a vigilantes privati, essendo già stato chiarito dalle prefetture che la materia è di esclusiva competenza delle forze di polizia statali e locali.
Se dovesse andare in porto, l'iniziativa consentirebbe di assumere più agenti di polizia locale stagionali con il contributo economico degli operatori commerciali del litorale comacchiese.
«I tempi sono stretti per avviare il progetto osserva Callegarini -, ma l'operazione è tecnicamente possibile e si può cominciare a ragionare. Chiaramente si deve tener conto delle peculiarità del nostro territorio - aggiunge lo stesso funzionario provinciale -, diverso da quello di Cervia». Nell'immediato è scaturito l'impegno di trasmettere al prefetto, Michele Campanaro, copia dell'accordo pubblico/privato sottoscritto a Cervia da operatori, associazioni di categoria, cooperative degli stabilimenti balneari e Comune. Dal progetto-pilota applicato sul litorale cervese si trarranno spunti per individuare una proposta analoga da calare sulla costa comacchiese.
Katia Romagnoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
