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Terraviva, il Comune va in tribunale per lo sfratto

Terraviva, il Comune va in tribunale per lo sfratto

Niente accordi in tre tentativi di mediazione. L’assessore: vogliamo fare il bando Il legale dei gestori: disdetta tardiva, altri 15 anni di contratto. Estate però incerta

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Resta in sospeso la sorte dello spazio Nuova Terraviva di via delle Erbe, una delle aree più peculiari non solo di Ferrara, uno squarcio di natura a pochi passi dal centro. Il contenzioso tra l’associazione che gestisce ormai da 25 anni il campo biodinamico e i servizi collegati, comprese le attività per famiglie e bambini, e l’amministrazione comunale non è stato risolto dai tentativi di mediazione ed a questo punto approderà di fronte al tribunale di Ferrara. I tempi giudiziari si preannunciano lunghi ma l’associazione, che non ha mai abbandonato la gestione nonostante la disdetta del Comune, non scioglie le incognite sul futuro prossimo, «non abbiamo ancora deciso cosa fare per le attività di primavera ed estate» è l’unica dichiarazione di Monica Pertili, presidente di Nuova Terraviva, titolare del contratto (nell’area lavora anche Biopastoreria).

La vicenda ha risvolti legali ingarbugliati, che nemmeno i tre tentativi di mediazione sviluppati al tavolo del Servizio territoriale agricoltura, l’ultimo dei quali pochi giorni fa, ha potuto sciogliere. Il contratto per la gestione dell’area risale al 2002 ed aveva validità quindicennale, quindi scadeva l’anno scorso. Il Comune ha inviato una disdetta per poter affidare la gestione attraverso un bando pubblico, «avevamo già raccolto diverse manifestazioni informali d’interesse, e non solo da Ferrara» annota l’assessore al Patrimonio, Roberto Serra. Allegata alla disdetta l’intimazione di lasciare l’area sgombra da attività e cose, in pratica smantellare i giochi per bambini, casupole e botteghe, come del resto succede di solito nei casi di nuova gestione. Nuova Terraviva però si è opposta alla disdetta, «a nostro avviso non è stata effettuata nei tempi dovuti e quindi riteniamo prorogato tacitamente il contratto per altri 15 anni», spiega il legale Denis Lovison. Trattandosi dell’affitto di un campo coltivato, il Comune si era rifatto alla conclusione dell’annata agraria e non al mese di scadenza del contratto, che è la data-riferimento per Nuova Terraviva.

Il Comune, dice Serra, andrà dunque di fronte al giudice «per un’istanza di sfratto» un po’ particolare, e si preannunciano tempi che traguardano quasi certamente la prossima estate. Se famiglie e bambini potranno ancora frequentare quegli spazi nella stagione che sta iniziando, e con quali servizi attivi, ancora non si sa.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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