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Terrorismo, indagato un docente ferrarese

Terrorismo, indagato un docente ferrarese

Contatti sospetti con l’arrestato a Foggia, insegna in provincia 

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FERRARA. Insegna in una scuola del Ferrarese, in provincia a bambini tra i 6 e i 12 anni, scuole elementari e medie, il docente ferrarese indagato per terrorismo che lunedì sera ha subito la perquisizione in casa dei poliziotti della Digos. Lui, 50enne, originario di Foggia abita nel Ferrarese da anni: sposato con figli, insegnante nella scuola della provincia, si è convertito all’Islam da pochi anni. Non è per questo che è finito nel mirino della Direzione distrettuale antimafia (la procura che indaga anche sul terrorismo internazionale) ma solo per i legami e i contatti che aveva con un suo parente, Mohy Eldin Mostafa Omer Abdel Rahman, cittadino 59enne di origini egiziane, presidente dell'associazione culturale islamica «Al Dawa» arrestato lunedì poco prima del blitz scattato nel Ferrarese. Nei confronti del docente ferrarese, al momento, non sono state adottate misure di quella gravità e risulta indagato nell’ambito dell’inchiesta per aver promosso o partecipato ad associazione con finalità terroristiche, l’accusa formale notificata col decreto di perquisizione. L’indagine di procura antimafia di Bari e Digos di Polizia e Gico della Finanza vede però indagati oltre il docente ferrarese e l’egiziano anche altre due persone, connazionali di Abdel Rahman, residenti a Foggia. Un’ indagine in cui è coinvolta e indagata anche la moglie di Rahman, Vincenza Barbarossa, 79 anni, ma solo per motivi legati a reati fiscali e oggetto di un sequestri di beni per 370 mila euro, soldi sospetti perchè raccolti tra i musulmani che frequentavano la moschea Al Dawa del marito. E proprio il legame di parentela del docente ferrarese con la moglie di Rahmam è uno dei collegamenti che portano all’egiziano arrestato. Sul conto dell’insegnante ferrarese dalla questura di Ferrara si limitano a dare indicazioni generiche, che sono in corso verifiche da parte degli inquirenti di Bari e che a Ferrara, secondo quanto emerge al momento non vi sarebbe nessun coinvolgimento nel Ferrarese e si attendono eventuali riscontri dalla Puglia. Di lui si sa ben poco, se non che è trapiantato a Ferrara da tempo dove ha sempre insegnato, e solo negli ultimi anni si è convertito all’Islam: una conversione, però, non del tutto manifestata visto che il presidente del Centro islamico, Hassan Sadim, almeno al momento, diceva di non aver conoscenza della persona. Il professore lavora in una scuola in provincia, un istituto comprensorio, a bambini di età compresa fra i 6 e 12 anni (dunque tra elementari e medie): in casa sua gli ispettori Digos sono arrivati attraverso approfondite verifiche da Bari che hanno rivelato i contatti e le frequentazioni sospette con l'associazione culturale di Foggia. Durante la perquisizione in casa sua, ad esempio, sono stati sequestrati supporti informatici e materiali ora al vaglio degli inquirenti. Ma l’insegnante non si limitava a contatti a distanza, attraverso i social: durante i suoi viaggi a Foggia, frequenti, era spesso presente nel centro culturale di Rahman. Il centro dove l’egiziano indottrinava i bambini, predicava loro il martirio e la guerra santa contro gli infedeli: lezioni agghiaccianti, di cui si ha conoscenza perchè registrate durante le indagini con intercettazioni ambientali. In seguito, gli inquirenti, hanno monitorato i contatti che Rahman aveva e i documenti che condivideva in rete con Facebook, Whatsapp e Twitter, arrivando a scoprire l’attività di propaganda jihadista e l’indottrinamento al martirio verso adulti e bambini. Il docente ferrarese, ora indagato, era tra i suoi contatti ed ora gli inquirenti baresi dovranno verificare cosa aveva nei computer e nel telefonino.

Daniele Predieri



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