“Assolti” per il recupero del letto
Il giudice: la mamma dell’imputata e i vicini non violarono i sigilli
AMBROGIO. Tutto archiviato: cade l’accusa di violazione di sigilli nei confronti di Catia Bersanetti e dei vicini di casa. La mamma di Lara Mazzoni, la donna ora agli arresti domiciliari per l’omicidio del compagno Mirko Barioni nel giugno dell’anno scorso, era finita nei guai per essere andata a recuperare nella casa posta sotto sequestro il lettino della nipotina, la bimba della coppia già molto provata e sofferente per la morte del padre e l’arresto della mamma. Così la nonna, che abita nella stessa palazzina, era andata nell’appartamento della tragedia a riprendere il lettino della piccola e, siccome era molto pesante, si era fatta aiutare dai vicini di casa. Circostanza che aveva fatto scattare per tutti e tre, e anche per la zia di Lara, Melissa Bersanetti, la contestazione della violazione dei sigilli. Il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione delle accuse, seppur con riserva; a questa formula si era opposta la difesa, sostenuta dall’avvocato Fabio Anselmo, chiedendo l’archiviazione di tutte le accuse oltre ogni ragionevole dubbio. Richiesta accolta dal giudice Carlo Negri, che ritiene che non dimostrata «con sufficiente nitore, la sussistenza del richiesto elemento psicologico del delitto contestato», al punto che «deve ritenersi che, anche istruendo apposito dibattimento, non emergerebbe la prova della penale responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio». Ritenuta dunque «l’infondatezza della notizia di reato e comunque la non utile sostenibilità dell’accusa in giudizio, il procedimento» deve essere archiviato. Questo per le posizioni di Catia Bersanetti e dei due vicini di casa. Riguardo invece alla zia di Lara, Melissa Bersanetti, il giudice ritiene che non sussistano sufficienti prove della sua partecipazione al fatto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google