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Avanti c’è posto In città un weekend non da tutto esaurito

di Fabio Terminali
Avanti c’è posto In città un weekend non da tutto esaurito

Scolamacchia prevede un calo di presenze rispetto al 2017 Ma a Ludergnani i conti non tornano: «Sensazioni positive»

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Pasqua con chi vuoi, Pasqua a Ferrara se puoi. Posto per pernottare in albergo si trova ancora, peraltro. «Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, saremo in grado di accogliere i passanti che cercano una camera all’ultimo momento. Siamo lontani dal tutto esaurito», dice Nicola Scolamacchia, presidente di Confesercenti e titolare dell’hotel Astra. Sarà perché la ricorrenza cade in anticipo (l’anno scorso fu a metà aprile), sarà per il meteo incerto, sta di fatto che si rischia un afflusso in ribasso rispetto al recente passato. «Effettivamente le prenotazioni sono partite un po’ in ritardo. Le previsioni meteo non ci hanno facilitato e fino a che la gente non vede spuntare il sole magari prende tempo: basti dire che fino a pochi giorni fa ha nevicato a Bologna», osserva Scolamacchia.

Confesercenti stima a livello nazionale un -1,2% di presenze (turisti italiani -2,2%, stranieri -0,2%) in confronto al 2017: sarebbe la prima flessione dopo due anni positivi. «E’ possibile che a Ferrara il calo risulti alla fine più accentuato - sostiene Scolamacchia -. Un peccato, perché la città in questo periodo offre due mostre di livello aperti in contemporanea, quella ai Diamanti e la collezione Sgarbi in Castello. Questo fa pendere la bilancia in positivo rispetto all’immagine un po’ “rappezzata” del centro: la facciata del Duomo coperta, Schifanoia chiuso. I turisti ci rimangono male».

Previsioni diverse sui prossimi giorni le fa Matteo Ludergnani. «Un conto è ragionare sul preventivo e uno sul consuntivo - premette il presidente del consorzio Visit Ferrara e titolare dell’hotel Carlton - ma direi che le sensazioni sono buone: sono tante le camere doppie prenotate negli alberghi per il weekend. A muoversi sono soprattutto famiglie, al 70% italiane. Le previsioni meteo, che parlano di sole, ci stanno aiutando: temevamo che la molta neve ancora presente in montagna ci danneggiasse e portasse la gente a preferire una sciata alla visita alla città d’arte, invece pare di no».

Resta una Ferrara che si mostra incompleta, con alcuni tra i suoi patrimoni storici e artistici nascosti alla vista dei turisti. Questa spiacevole circostanza quanto pesa sulla scelta se venire o meno in visita in città? «Quest’anno non sono particolarmente preoccupato - risponde Ludergnani -, lo sono invece per la seconda metà del 2019 e per il 2020, quando ci saranno i lavori anche in Castello. Diciamo che è il tributo da pagare in ritardo per il sisma: guardiamo al 2021, con Palazzo Massari riaperto e il Meis al completo. Per il momento una città matura può difendersi anche con qualche contenitore indisponibile: dobbiamo essere bravi a promuoverci».

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