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Chiusa una delle strutture Sei anziani cercano casa

Chiusa una delle strutture Sei anziani cercano casa

Ospital Monacale, continuano i problemi per la cooperativa Albachiara L’assessore: «Nessuno aveva comunicato l’inizio dell’attività in una terza sede»

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OSPITAL MONACALE. Ancora guai per la cooperativa Albachiara che gestisce alcune strutture all’interno di Villa Lervini. Dopo il provvedimento di sospensione dell’attività per un periodo di trenta giorni inflitto a due case famiglia, la “Casa Rossa” e “Casa Museo” nell’attesa di normalizzare alcune carenze pregresse riscontrate durante una vista dell’Asl, si è aggiunto un provvedimento più grave ovvero la chiusura della “Casa Villa” .

Il tutto nascerebbe da un sopralluogo effettuato pochi giorni fa da parte dei Nas, il Nucleo anti sofisticazione e dell’Ispettorato del Lavoro dopo segnalazioni effettuate da alcuni dipendenti sia al Comune di Argenta che ai carabinieri della stazione di Santa Maria Codifiume, oltre che allo stesso ispettorato di Ferrara. Dai controlli sono emerse irregolarità, tanto da indurre il sindaco del Comune di Argenta, Antonio Fiorentini, a firmare l’ordinanza di cessazione dell’attività di questa terza casa famiglia «Non sapevamo dell’esistenza di questa terza struttura dove c’erano sei ospiti - afferma Samuela Pamini, assessore con delega ai servizi sociali - nessuno ci aveva comunicato l’inizio dell’attività. In accordo con l’Asl e le Asp dei territori di provenienza degli ospiti abbiamo prontamente attivato una procedura per ricollocare gli ospiti in altre strutture. Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) si è riunita l’apposita commissione dell’Asl, la quale doveva decidere se la documentazione prodotta dalla cooperativa stessa era esaustiva. In tal caso, il provvedimento di sospensione potrebbe essere ritirato, in caso contrario invece si aprirebbero nuovi scenari. Attendiamo che l’Asl ci invii il relativo verbale poi prenderemo le dovute decisioni. Stiamo seguendo passo dopo passo questa delicata situazione, tenendo sempre presente che siamo di fronte ad anziani ospiti (13 complessivamente nelle tre strutture, ndr) che meritano tutta l’attenzione possibile».

Va detto, però, che i controlli ravvicinati (almeno due) da parte dei Nas avrebbero potuto far sorgere prima qualche sospetto, anche perché le denunce da parte di ex dipendenti (avanzano tutti alcune mensilità) sono scattate ormai da diverse settimane.

Intanto, dai vertici della cooperativa ieri nessuna risposta, se non un veloce commento del loro legale: «Adesso ho pochi elementi per parlare - spiega l’avvocato Matteo Fogli -, se non che la problematica è emersa solo in una delle case famiglia. Sia chiaro che non sono problemi di maltrattamenti o igienici, bensì questioni strutturali relative agli ambienti e bagni. Stiamo cercando di risolvere la situazione, mentre per le questioni burocratiche abbiamo presentato tutta la documentazione richiesta».

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