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Demolizione d’estate per l’ex inceneritore

Demolizione d’estate per l’ex inceneritore

Assegnato l’appalto per via Conchetta, serviranno cinque mesi da maggio Cantiere delicato perché in pieno Parco urbano a fianco di canile e gattile

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Cinque mesi per demolire l’ex inceneritore di via Conchetta e lasciare al suo posto un’area verde da integrare nel Parco urbano. È questo il proponimento che l’amministrazione comunale persegue per quest’estate, quando cioè ruspe ed escavatori meccanici entreranno in azione per togliere dalla prospettiva nord della città l’ingombrante sagoma del forno spento ormai 14 anni fa. Il passo decisivo per adempiere alla promessa dell’agosto scorso, quando arrivò la conferma dei finanziamenti regionali concessi a parziale compensazione dell’assenso per incenerire in via Diana i rifiuti dell’emergenza Puglia, è stato compiuto qualche giorno fa.

L’appalto della demolizione ha infatti un vincitore, si tratta della ditta Massicci di Latina, specializzata in opere di questo tipo, che ha sbaragliato la platea dei dodici partecipanti alla gara con un’offerta al ribasso del 28% rispetto alla base d’asta di 475mila euro. La lettera di assegnazione è stata già inviata, bisogna attendere i canonici 35 giorni per eventuali ricorsi ma entro aprile, salvo appunto intoppi legali, il contratto sarà firmato. Il cantiere potrà partire subito dopo per una durata, da cronoprogramma, di cinque mesi, in modo da chiudere i lavori entro settembre. I conti in termini di tempo e costi sono fatti dando per scontata la bonifica dell’impianto da olii esausti e, soprattutto, amianto, che era compito di Hera, proprietaria dell’ex inceneritore; in caso di problemi residui su questo fronte ci potrebbero essere delle “code”. Lo stanziamento a disposizione per la demolizione, peraltro, era di 642.500 euro, il 75% finanziato dalla Regione e il resto dal Comune, ed eventuali risparmi saranno ripartiti pro quota tra i due enti.

Massicci ha già fatto sapere che non utilizzerà esplosivo ma solo mezzi meccanici, come peraltro sta facendo negli altri siti dov’è impegnata in demolizioni: due gare post terremoto in Centro Italia, una in Toscana. L’uso di esplosivi era stato peraltro escluso già dall’amministrazione comunale, anche perché il sito dell’ex inceneritore è in una posizione delicata dal punto di vista ambientale, in pieno Parco urbano e a pochi metri dal Canile e dal Gattile municipale. Certo anche l’azione delle pale meccaniche non sarà priva d’impatto, per il cui il cantiere dovrà essere predisposto con cura.

Sarà il terzo forno demolito nel corso della legislatura, dopo quello all’interno del petrolchimico, già smantellato, e al Cte1 di proprietà Syndial, del quale è pure prevista l’eliminazione entro il 2018. (s.c.)

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