La Nuova Ferrara

Ferrara

Ex Falco riapre l’attività entro l’estate: da assumere 250 lavoratori

Ex Falco riapre l’attività entro l’estate: da assumere 250 lavoratori

Pomposa, la nuova proprietà, il colosso turco Kastamonu sta assumendo gli oprai per le nuove linee e impianti per avere la produzione a regime. I sindacati: entro il 2020 si arriverà  300 dipendenti

2 MINUTI DI LETTURA





POMPOSA. Procedono a pieno ritmo i lavori nell’ex stabilimento Falco di Pomposa (l’attività era cessata nel dicembre 2013) acquisito dal gruppo turco Kastamonu, produttore di pannelli truciolari e altri innumerevoli prodotti (13 gli stabilimenti in 10 località di cinque diversi Paesi) che ha un fatturato consolidato di un miliardo di euro, posizionata come la prima del suo settore in Turchia, la quarta in Europa e la settima al mondo.

I dipendenti del gruppo sono 5.500 ed esporta in 93 paesi dall'America centrale all'India. La produzione di pannelli di base di legno con una capacità di produzione di 480.000 attraverso il recupero di 490.000 tonnellate/anno di rifiuti legnosi non pericolosi dovrebbe riprendere entro l’estate. Le prime assunzioni sono già state effettuate, soprattutto manutentori e personale specializzato, ed altre saranno effettuate nei prossimi mesi. Intanto proseguono i corsi di formazione effettuati attraverso la sede del Centro di Formazione Professionale. Sono stati selezionati mille candidati ed una cinquantina stanno frequentando gli appositi corsi formativi.

Su 130 ex dipendenti Falco ne sono stati ricollocati una quarantina. «Per l’attività produttiva saranno impiegati a regime circa 250 dipendenti, che dovrebbero essere incrementati fino a 300 unità entro il 2020 - afferma Luca Liguori della Filctem-Cgil - e di diversificare la produzione mettendo in funzione altri impianti relativamente a produzioni che venivano effettuate altrove vedi le colle adesivanti che il gruppo Trombini, ex proprietario della Falco produceva nello stabilimento piemontese di Frossasco».

Le migliorie previste dal progetto presentato da Kastamonu Italia srl riguardano l’attivazione di una nuova linea di impregnazione e di una nuova pressa di formatura, la realizzazione di nuovi silos, il riammodernamento dei punti di emissione, la sostituzione dell’attuale elettrofiltro con un nuovo sistema dotato di maggiori prestazioni, il miglioramento del sistema di gestione delle acque con incremento dei sistemi di riutilizzo, l’ inserimento un nuovo impianto di recupero energetico della capacità di 25MW, alimentato dagli scarti di legno del processo di produzione, per la produzione di energia termica utile alla produzione con spegnimento dell’attuale caldaia a gas. Tra le varie questioni sul tappeto anche quelle legate alla viabilità e all’immissione dei vari mezzi sulla statale Romea, l’obiettivo è la realizzazione di una rotonda come quella presente in zona vicino allo stabilimento di Conserve Italia (tempo fa il sindaco Alice Sabina Zanardi ha incontrato i vertici dell’Anas) e la questione relativa alla videosorveglianza (si punta ad un accordo tra l’azienda e i sindacati).

Oltre alle fabbriche di Pomposa e di Frossasco rimarrà in attività anche l’altro stabilimento piemontese di Piossasco mentre la produzione non riprenderà nella fabbrica Rafal di Piangipane nel Ravennate.(m.bar.)
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google