Il No alla fusione diventa una rete fra Tresigallo e Ro
TRESIGALLO. Ro e Tresigallo unite nel segno del No alla fusione. Nei giorni scorsi l’ex capogruppo della maggioranza (ora al gruppo misto) nel consiglio comunale di Tresigallo, Paola Marchi, e la...
TRESIGALLO. Ro e Tresigallo unite nel segno del No alla fusione. Nei giorni scorsi l’ex capogruppo della maggioranza (ora al gruppo misto) nel consiglio comunale di Tresigallo, Paola Marchi, e la capogruppo di Forza Italia in consiglio a Ro, Maria Cristina Felisati, si sono incontrate trovandosi d’accordo sul percorso da seguire per fermare il processo di fusione avviato in quattro Comuni dell’Unione Terre e Fiumi.
«Ben prima delle elezioni del 4 marzo - spiegano la Marchi e la Felisati - noi due, vista la nostra comune posizione sulle fusioni, ci siamo incontrate. Proveniamo da situazioni politiche diverse, da storie personali diverse, da territori anche storicamente diversi, ma con un comune denominatore: amiamo il nostro territorio, poniamo la politica, soprattutto la politica di partito, al servizio delle persone, abbiamo un entusiasmo interiore che ci sprona ad agire sempre ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini. Purtroppo queste caratteristiche ci fanno spesso assumere le difese di situazioni per le quali pochi o nessuno si esporrebbero. Così, con l’aiuto di altre persone dei nostri Comuni, ha preso corpo “La rete del No” aperta a tutti i cittadini del territorio, senza alcun obbligo di colore politico. Lo scopo primario è creare un rapporto con le persone e segnalare le problematiche esistenti spesso simili».
Scopo principale, come detto, arrivare ad avere il No a maggioranza nel referendum del prossimo autunno nei quattro enti coinvolti. «Organizzeremo incontri e iniziative con personalità politiche e non per spiegare ai cittadini quanto siano inutili alcune fusioni, fatte solo ed esclusivamente per mantenere lo status quo di amministratori incapaci di fare progetti seri e - concludono - tantomeno di attingere a tutti quei contributi europei che potrebbero veramente cambiare la situazione dei nostri piccoli Comuni».
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