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Scattano le foto-trappole contro gli abbandoni di rifiuti

Scattano le foto-trappole contro gli abbandoni di rifiuti

In dodici isole ecologiche sono  operativi gli occhi che controllano chi lascia i sacchetti della spazzatura fuori dalle campane. Il M5S: è una misura da cancellare, mette piuttosto le telecamere in Gad

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FERRARA. Sono entrate nella fase operativa, in coincidenza con la pubblicazione del Regolamento rifiuti all’Albo pretorio, le foto-trappole contro l’abbandono dei sacchetti della spazzatura. Gli indispensabili cartelli di preavviso sono stati posizionati nei giorni scorsi nelle vicinanze di 12 isole ecologiche, sia in centro che in periferia (a Pontelagoscuro, ad esempio, ne sono apparsi due), evidentemente scelte tra quelle a maggior rischio abbandoni, e ora i controlli possono partire per davvero.

«Da quando? Da subito, non ci sono altri adempimenti da compiere» dice Alessio Stabellini, dirigente del Servizio ambiente del Comune. La foto-trappola, al singolare perché in realtà si tratta di dispiegare una sola telecamera a questo scopo, viene montata su di un’auto fornita da Hera e gestita attraverso una convenzione già siglata dalla stessa multiutility e i Vigili urbani, e lasciata nelle vicinanze dell’isola ecologica in modo da effettuare le riprese senza farsi notare. L’operazione sarà ripetuta di continuo, nelle prossime settimane, e chi sarà sorpreso ad abbandonare rifiuti o a gettare l’indifferenziata nei cassonetti dell’umido, ad esempio, si beccherà una sanzione di 104 euro. Il sistema di controllo è completato dalle “ronde” di Guardie ecologiche volontarie, volontari di Legambiente e Agriambiente, che hanno a loro volta siglato una convenzione per contribuire alla sorveglianza delle isole ecologiche.



È la ricetta giusta per contrastare gli abbandoni? Sono convinti del contrario gli M5s, che hanno presentato un ordine del giorno da discutere in consiglio comunale proprio per «annullare la determina dirigenziale» delle foto-trappole, che risale al 9 gennaio. «Queste telecamere erano previste nel Patto per Ferrara sicura con finalità di controllo della criminalità in Gad, ed ora vengono distolte da questo compito per multare i cittadini che abbandonano i rifiuti» è l’annotazione “politica” della consigliera Ilaria Morghen. Ci sono anche considerazioni di tipo giuridico, sviluppate da Maria Teresa Miglio: «Le telecamere vengono messe su auto di proprietà Hera, sono “prestate” ad una società privata? - è il primo dubbio del legale - Il Garante della privacy prescrive che i video controlli restino l’extrema ratio, solo quando sono state poste in essere tutte le altre misure, e in maniera proporzionale all’entità del problema. Inoltre dalla determina apprendiamo che solo la Polizia municipale potrà visionare foto e video: significa che il personale dovrà restare ore ed ore a guardare le immagini?».

Per i pentastellati il sistema di controllo video è ad alto rischio ricorsi, ha costi la cui copertura è un’incognita e non dà garanzia sotto il profilo dell’efficacia, «se le telecamere non potranno inquadrare i volti, come prescrive la determina, per identificare i trasgressori resterà solo la targa dell’auto: e se ci vanno a piedi?» è l’ennesima questione posta da Miglio. Un dubbio, infine, condiviso da tutti gli M5s: le foto-trappole potrebbero incentivare all’abbandono di rifiuti al di fuori delle isole ecologiche controllate, e comunque tenute in ordine da Hera, verso aree non protette e non organizzate.

Stefano Ciervo

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