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Strade, appello ai sindaci «Va coinvolta la Regione»

Strade, appello ai sindaci «Va coinvolta la Regione»

Il primo cittadino di Copparo: la situazione è grave e i Comuni non hanno risorse Allarme per la chiusura del ponte sul Po: «Che errore non fare la Tangenziale Est»

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COPPARO. Per affrontare il problema delle strade disastrate, destinato ad aggravarsi con la prossima chiusura del ponte tra Ferrara e Occhiobello, non bastano interventi a spot ma serve una strategia condivisa tra tutti i sindaci della Provincia, bussando alle porte della Regione, dell’Anas e del Governo.

Il primo cittadino di Copparo Nicola Rossi invita i colleghi sindaci a unire le forze «per coinvolgere le istituzioni per un ragionamento forte su politiche che vadano oltre i singoli territori municipali». Un appello ancora più necessario all’indomani del maltempo e delle gelate che hanno lasciato il manto stradale, già in cattivo stato «fortemente ammalorato». «I Comuni non dispongono di risorse sufficienti per intervenire in modo efficace sulla viabilità - prosegue Rossi - Copparo ha ricavato 200mila euro per la manutenzione stradale togliendo fondi alla bassa amministrazione, ma è una goccia nel mare. Il ragionamento va fatto sull’intero territorio, e non solo sulle strade provinciali».

Un ulteriore motivo di preoccupazione è la prossima chiusura del ponte sul Po, destinata ad avere ripercussioni negative sulla viabilità provinciale, a cominciare dal ponte di Polesella su cui confluirà parte del traffico. «Rendere gratuito il pedaggio dell’autostrada è importante, ma è una soluzione parziale. Intendiamoci, l’opera di ristrutturazione del ponte era quanto mai necessaria, ma le ricadute sulla viabilità provinciale saranno molto negative e serve una task force tra enti locali, Regione, Anas e Governo per affrontare il problema in modo strutturale. Come? Anche riconsiderando progetti accantonati come la Tangenziale Est, che avrebbe decongestionato la via Copparo. Il Comune aveva tenuto a bilancio per anni 1.600.000 euro per il progetto, poi abbandonato, ma che sarebbe il caso di riprendere con una scelta politica forte».

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