Confesercenti: nei negozi affitti “variabili” anticrisi
La richiesta dell’associazione per calmierare i costi a carico delle imprese Orsatti: «Da anni è impossibile fare nuovi investimenti in questo settore»
«La ripresa per il commercio rimane un miraggio». La sentenza, lapidaria, arriva da Confesercenti in replica agli ultimi dati dell’Osservatorio provinciale dell’economia, che l’associazione con sede in via Darsena prende molto negativamente, parlando di «bollettino di guerra». In rilievo soprattutto un il saldo finale negativo di 138 imprese nell’ultimo anno, e pur in presenza di un incremento del Pil locale (+,1,3% ), la contrazione delle vendite che è maggiore anche dell’anno precedente (da -2,1% a -2,7%).
Non consola che dall’analisi emerga che anche nella Gdo si sia rilevato un peggioramento nella riduzione delle vendite. «E’ il segno che eravamo stati tristi profeti nel segnalare una situazione di espansione ingiustificata nel settore», commenta Alessandro Orsatti, vicepresidente Confesercenti con delega al commercio, secondo il quale, «non basta, purtroppo, rilevare, come in poche vie e solamente ristrette al centro della città capoluogo, rimanga una vivacità nelle nuove aperture, a volte frutto comunque di un turnover troppo frequente per essere considerato elemento positivo. Basta spostarsi un po’ da questi ambiti - prosegue Orsatti - per riscontrare la desertificazione delle zone sotto il profilo commerciale, per non parlare delle periferie, delle frazioni ed anche dei comuni minori, laddove sta scomparendo anche l’offerta dei servizi primari».
Confesercenti a questo punto rispolvera una richiesta avanzata durante l’assemblea annuale di pochi mesi fa: rendere gli affitti, il cui costo incide non poco sulle attività commerciali, in qualche modo agganciati agli andamenti delle aziende. «Una strada percorsa - sostiene Orsatti - anche con il supporto della Camera di Commercio e che speriamo si possa rilanciare».
Per Confesercenti, insomma, «da troppi anni perdura nel settore una impossibilità anche a fare nuovi investimenti, conseguenza di marginalità sempre più risicate e difficoltà crescenti nell’accesso al credito. Servono interventi immediati ed incisivi se si vuole arginare lo stato delle cose: auspichiamo quindi che si possa finalmente dare priorità, anche localmente, al rilancio di queste forme di impresa - conclude Orsatti - per garantire la qualità e la sicurezza delle città oltre allo sviluppo economico».
Fabio Terminali
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