«Insegnavo il Corano mai parlato ai bimbi di teste mozzate»
Parola alla difesa, dopo l’arresto. Ieri Abdel Rahman, il presidente del centro culturale islamico «Al Dawa» di Foggia, arrestato per associazione terroristica è stato interrogato in carcere per la...
Parola alla difesa, dopo l’arresto. Ieri Abdel Rahman, il presidente del centro culturale islamico «Al Dawa» di Foggia, arrestato per associazione terroristica è stato interrogato in carcere per la prima volta, ed ha di fatto anche scagionato e dato spiegazioni al coinvolgimento del docente ferrarese, anche lui indagato per terrorismo e perquisito nei giorni scorsi, pur avendo quest’ultimo - a detta degli inquirenti stessi - una posizione marginale. Nell'interrogatorio ha infatti spiegato di avere familiari anche cattolici con i quali è in ottimi rapporti e ha spiegato che col prof ferrarese avrebbe chattato parlando della festa musulmana del sacrificio degli animali e non, come sospettato dagli investigatori baresi dell'antiterrorismo, di sacrificio umano e martirio. Dopo l’interrogatorio in carcere Rahman resta in carcere ma la difesa ha spiegato di riservarsi nei prossimi giorni un ricorso al Tribunale del Riesame, già presentato dal legale del prof.
Ai magistrati, Abdel Rahman, ha riferito che «non ho mai parlato ai bambini di teste sgozzate o mostrato immagini crude. Insegnavo loro solo le sure del Corano», la sua difesa alle accuse di aver indottrinato al martirio una decina di bambini durante lezioni di religione. L’interrogatorio di garanzia per rogatoria nel carcere di Foggia è durato circa due ore durante le quali, assistito dall'avvocato Paolo D'Ambrosio, ha risposto al giudice. Stando a quanto si apprende dalla difesa, Rahman ha spiegato di essere in possesso di materiale ritenuto sospetto, video di armi e addestramenti, di esecuzioni e istruzioni su come fabbricare bombe, solo perché «si documentava in internet sulla situazione tormentata del Medio Oriente». Nell'interrogatorio ha detto di non aver mai condiviso quel materiale e di esserne in possesso per i suoi studi teologici. Ha poi condannato l'Isis, definendolo «per giovanotti invasati». Rahman, 59enne di origini egiziane con cittadinanza italiana, laureato in Lettere, vive in Italia da 40 anni: a Foggia, dove presiede l'associazione culturale «Al Dawa» (ora sotto sequestro), ha sposato una donna pugliese convertita all'Islam con la quale ha gestito fino al 2013 un salottificio, che è la zia della moglie del docente ferrarese (questa la parentela tra i due coinvolti nell’indagine).
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