Ponte sul Po, sui tempi incombe anche l’incognita travi
Ferrara, i lavori porteranno a nudo i sostegni: potrebbero servire lavori aggiuntivi. Convocato un “tavolo” con Autostrade. Lettera alla Regione Veneto: intervieni
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FERRARA. Siamo a -48 giorni dall’apertura del cantiere più discusso e temuto degli ultimi anni, la sistemazione del ponte sul Po a Pontelagoscuro a partire dalla sede stradale, e ancora non vi sono certezze praticamente su nessun aspetto di questo intervento che promette di rovinare l’estate alle popolazioni rivierasche, e non solo. La Settimana santa non ha prodotto il “miracolo” di ottenere da parte di Anas chiarezza sulla tempistica precisa del cantiere, come avevano chiesto le istituzioni ferraresi, ma dagli incontri svolti ai primi di marzo filtrano ulteriori frammenti d’informazione che appesantiscono il quadro. La raschiatura totale della soletta stradale servirà infatti anche a verificare lo stato dei sostegni in ferro della carreggiata, e se dovessero emergere esigenze d’intervenire in maniera incisiva anche su queste travature diventerebbe impossibile l’attivazione del cantiere nella modalità richiesta dai sindaci polesani e dalle attività commerciali di entrambe le sponde, cioè lavorare su mezza carreggiata alla volta con il senso unico alternato.
Anas è attesa dare risposte definitive su questi aspetti, compresa la possibilità di lavorare su tre turni, ma intanto le istituzioni si stanno muovendo in maniera decisa per cercare alternative. Gli interlocutori in questo caso sono le società Autostrade e le Ferrovie dello Stato. «A seguito della risposta della Società Autostrade - ha messo per iscritto ieri il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani - non disponibile ad esonerare dal pagamento del pedaggio tutti mezzi che percorreranno il tratto autostradale dell’A13 tra il casello di Occhiobello e di Ferrara Nord, ho attivato un tavolo di confronto che si terrà il 12 aprile presso gli uffici Autostrade 3º tronco di Bologna». Attorno al tavolo ci saranno anche l’assessore regionale Raffaele Donini e l’amministrazione comunale di Occhiobello, per Autostrade sono annunciati il direttore di Tronco e tre alti funzionari, «cercheremo una soluzione che riduca al massimo il disagio dei residenti emiliani e veneti, compreso il tentativo di rivedere la loro disponibilità ad accogliere la richiesta di gratuità del pedaggio». Il perno del ragionamento è che Autostrade non dovrebbe rinunciare ad una parte degli attuali incassi, ma ad un flusso incrementale indotto da una situazione eccezionale, la chiusura del ponte, tra l’altro misurabile attraverso la tecnologia dei caselli.
Il fronte che si è aperto ieri, per mano del sindaco di Occhiobello, Daniele Chiarioni, è quello della Regione Veneto, finora rimasta fuori dalla partita. «Ho scritto una lettera all’assessore regionale Elisa De Berti per chiedere di partecipare all’incontro con la Società Autostrade» ha reso noto il sindaco rivierasco. Fino all’anno scorso il Veneto non interveniva nelle questioni del ponte per una questione formale, cioè la competenza esclusiva del dipartimento Emilia dell’Anas, ma le cose sono cambiate anche sotto questo aspetto con l’accorpamento del Nord Est nella geografia dell’azienda strade. In ogni caso la Regione Veneto sarà coinvolta anche nella partita-treni, visto che la prossima settimana, presumibilmente il 6 aprile, si svolgerà a Bologna un incontro con le istituzioni per mettere in campo la possibilità concreta di fermate temporanee a Santa Maria Maddalena e Pontelagoscuro, pro-pendolari. «Può essere l’occasione di cambiare le abitudini di molte persone, indirizzandole sul ferro» è l’auspicio di Chiarioni.
Stefano Ciervo
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