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Airbnb, a fine anno imposta di soggiorno

Airbnb, a fine anno imposta di soggiorno

Airbnb: una delle sigle della sfavillante, e un tantino sfuggente, new economy. Il dilemma è come riuscire ad assogettarle alle regole della “vecchia” economia, fatta di regole e tasse. Se l’amministr...

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Airbnb: una delle sigle della sfavillante, e un tantino sfuggente, new economy. Il dilemma è come riuscire ad assogettarle alle regole della “vecchia” economia, fatta di regole e tasse. Se l’amministrazione comunale ricava la tassa di soggiorno dalle attività del settore alberghiero e di quello extra-alberghiero, proverà presto a fare lo stesso con gli appartamenti messi in affitto dai privati e poi registrati sulla App di origine americana. Qualche grande città (Firenze, Genova, Bologna, Rimini, Palermo, Milano e Napoli) ha già trovato un accordo per evitare episodi di evasione fiscale e incassare direttamente.

«A Ferrara - spiega Massimo Maisto, vicesindaco con delega al turismo - contiamo di muovere qualcosa entro la fine di quest’anno. Non mi nascondo: non è un’operazione semplice, anche dal punto di vista dell’interlocutore cui confrontarsi. Lo Stato di recente ha stabilito che è la sede italiana di Airbnb». Qui si tenterà di bussare, anche per fare fronte «a quella che a tutti gli effetti è una concorrenza sleale nei confronti degli hotel e delle altre forme di ospitalità che l’imposta di soggiorno la pagano», riconosce Maisto.

Intanto qualcosa si è già mosso in città sul versante dell’emersione: «Negli ultimi mesi - dice l’assessore - un paio di attività legate ad AirBnb,che in realtà oepravano come veri e propri bed&breakfast, hanno deciso di mettersi in regola. In fondo non è un’operazione complicata e particolarmente onerosa: basta pagare una sanzione dall’onere contenuto ed emettere una Scia, la Segnalazione certificata di inizio attività». (f.t.)

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