La Nuova Ferrara

Ferrara

Le botte, il furto, il riscatto Tutto per un cellulare

di Fabio Terminali
Le botte, il furto, il riscatto Tutto per un cellulare

Tre minorenni pestano e minacciano due fratelli che frequentano la stessa scuola Il risultato è una denuncia: baby gang indagata per rapina e tentata estorsione

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«E adesso se rivuoi indietro il tuo cellulare, ci devi dare dei soldi». La minaccia arriva diretta, viene ripetuta più volte, come si fa in quelle serie televisive che raccontano i misfatti dei clan della malavita. Solo che in questo caso si è davanti una faccenda tra giovanissimi e ci si trova a Ferrara.

Tra le mani, i membri della banda (si tratta di tre minorenni, un quindicenne italiano e due sedicenni di nazionalità straniera) si passano lo smartphone della vittima, è una refurtiva a tutti gli effetti: glielo hanno strappato, con la forza, senza badare alle buone maniere.

È un bottino vero e proprio, da cui trarre profitto: l’oggetto delle meraviglie, quel passepartout da cui come noto gli adolescenti non si staccano mai, da restituire solo se in contropartita arriva una sorta di riscatto.

Il derubato ha più o meno la stessa età dei suoi persecutori e frequenta la loro stessa scuola, un istituto della città che organizza corsi di recupero per chi intende acquisire la qualifica di terza media.

È all’esterno dell’edificio che pochi giorni fa si verifica l’agguato. I tre tengono d’occhio la vittima, che è assieme al fratello e a un altro coetaneo, e poi gli si fiondano addosso: lo pestano e riescono a togliergli il telefonino. Poi se la danno a gambe, riuscendo a eludere la reazione dell’aggredito e di chi lo accompagna.

Passa un po’ di tempo e scatta la seconda parte del piano: si passa al tentativo di estorcere denaro, ovviamente in cambio della restituzione del cellulare.

Una mossa ribadita in diverse occasioni, senza risultato.

Se non quello di produrre una replica forse inattesa: la denuncia dei fatti alle forze dell’ordine. E’ ai carabinieri che i due fratelli, accompagnati dai genitori, si sono rivolti per tornare in possesso del telefono. Senza sborsare alcunché.

Ora i tre piccoli rapinatori sono indagati, con accuse mica da ridere: rapina e tentata estorsione. Quei capi di imputazione rivolti di solito agli “anziani”, ai delinquenti conclamati; a quelli, appunto, delle fiction televisive tanto seguite e apprezzate.

Succede quando si inizia a maneggiare qualcosa di più grande di sé e si finisce per scottarsi, anche in tribunale. Perché, come da prassi in questi casi, la competente procura dei Minorenni di Bologna è stata informata della vicenda e segue le attività di indagine tuttora in atto, portate avanti dai carabinieri di Ferrara.



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