Via la multa a Bonaccini «Provincia d’accordo?»
Forza Italia chiama in causa il Castello per la sanzione cancellata al governatore Eccesso di velocità giustificato di fronte al Prefetto dall’urgenza di tornare al lavoro
La vicenda delle multe annullate alle auto blu della Regione approda anche in Consiglio provinciale. Una delle 16 multe per eccesso di velocità cancellate al governatore Stefano Bonaccini dai prefetti emiliano romagnoli è infatti stata elevata nel Ferrarese, e la vicenda è raccontata, con un particolare che chiama in causa direttamente la Provincia, in un’interpellanza di Gino Soncini, consigliere provinciale di Forza Italia, che recupera e arricchisce le osservazioni già fatte in Regione dalla Silvia Piccinini, capogruppo regionale M5s. Il 7 ottobre 2016 Bonaccini ha presenziato alla fiera delle Auto e moto storiche di Bondeno: taglio del nastro, strette di mano con il sindaco Fabio Bergamini e discorsi di circostanza, poi via con l’auto della Regione. Sulla Virgiliana scatta la multa con l’autovelox, che viene contestata di fronte al Prefetto di Ferrara. Qui la ricostruzione è direttamente di Piccinini, che parla di annullamento per motivi istituzionali, con la giustificazione da parte di Bonaccini che «andava di fretta perché doveva tornare a casa in tempo utile per poter predisporre il lavoro del giorno successivo».
Il particolare che aggiunge Soncini è che la Provincia di Ferrara «non abbia deciso di opporsi alla richiesta di cancellazione della menzionata sanzione», il che porta ad a chiedere «quali provvedimenti la Provincia di Ferrara abbia intenzione di adottare per ribadire il principio che, fatti salvi i reali casi di emergenza propri dei mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine, tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge». In realtà ieri non è arrivata la conferma da parte del comandante della Polizia provinciale, Claudio Castaglioli, sulla posizione presa dal Castello di fronte al Prefetto, e infatti Paola Peruffo, coordinatrice provinciale forzista, nella nota di accompagnamento parla di un’interpellanza presentata proprio «per sapere se la Provincia si sia in qualche modo opposta a questa richiesta di cancellazione della suddetta sanzione, transitata dal Prefetto, per motivi che sfiorano il ridicolo».
Un punto interrogativo, quindi, che sarà sciolto solo dalla risposta del presidente della Provincia, Tiziano Tagliani. È il caso di ricordare che la scelta di opporsi, o meno, alla richiesta di cancellazione della sanzione, che evidentemente ha un peso sulla decisione finale, deriva dall’applicazione di una rigida disposizione di legge, l’art. 4 della legge 689 del 1981, che impone uno «stato di necessità» del ricorrente, che dev’essere documentato e credibile, rispetto a «circostanze concrete» che possano giustificarlo. In teoria, quindi, i margini decisionali da parte del comandante della Polizia provinciale sono ridotti. (s.c.)
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