La Nuova Ferrara

Ferrara

la mobilità dei pazienti

Sanità, le cure fuori provincia ci costano 36 milioni

Gioele Caccia
L'ospedale Sant'Anna di Cona
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L'ospedale Sant'Anna di Cona

Il sistema sanitario ferrarese spende 77 milioni per pagare strutture di altri territori. Nelle casse locali ne entrano 41. E chi va fuori regione sceglie il Veneto

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FERRARA. La sanità ferrarese continua a soffrire la concorrenza degli ospedali che operano al di là dei confini estensi. Per ogni euro che i residenti fuori provincia spendono nelle strutture dei 24 comuni locali quasi due (1,90) prendono la via di altri territori, dove evidentemente - e per diversi motivi - l’utente che abita tra il Po e il Reno, tra il confine modenese e il litorale pensa di essere assistito meglio o semplicemente più in fretta.
Nel 2017 i servizi offerti da Asl (ambulatori e ospedali), Sant’Anna e strutture accreditate locali (case di cura etc.) hanno portato nelle casse del sistema sanitario estense circa 41 milioni di euro, una trentina dei quali attirati dall’attività svolta nell’ospedale Sant’Anna (11 dall’Asl). Il flusso inverso, che misura quanti soldi spendono le due aziende sanitarie estensi per pagare i servizi offerti da Asl e ospedali fuori provincia, supera i 77 milioni di euro. Il saldo ferrarese è quindi negativo per 36 milioni di euro.


Una emorragia di risorse contro la quale sono state messe in campo alcune contromisure negli ultimi anni che puntano a contenere l’esodo, come l’investimento per ridurre le liste d’attesa, che finora è stato concentrato solo su una cinquantina di prestazioni (visite specialistiche ed esami), o il potenziamento della chirurgia a minore complessità nei centri periferici, in particolare nelle zone di confine (lo sfruttamento delle sale operatorie dell’ospedale di Argenta da parte dell’equipe dell’Oculistica del Sant’Anna, ad esempio). La vicinanza di territori dove l’offerta di servizi è alta e la qualità elevata rende più difficoltosa l’operazione di rientro. A richiamare i pazienti ferraresi negli ospedali fuori regione sono in particolare le prestazioni offerte per la cura di patologie o danni all’apparato muscolo-scheletrico, al sistema nervoso, al cuore e vasi sanguigni.


Quasi la metà dei ricoveri in ospedali extra-regionali (circa 3mila su oltre 6.600, dato 2016) è motivata da diagnosi che riguardano queste tre aree specialistiche. Altre 39mila prestazioni vengono erogate ad utenti ferraresi da ospedali emiliano romagnoli. La metà dei ricoveri è legata a malattie o problemi all’apparato cardiocircolatorio (5.500, dato 2016), muscolo-scheletrico (3.931), respiratorio (3.157), digerente (3.138), del rene e delle vie urinarie (2.564), nervoso (2.421). Consistenti anche i ricoveri per gravidanza o parto (2.261), un dato che conferma la capacità di attrazione di strutture situate nelle province confinanti . Erano circa 4.700 pazienti, invece, che nel 2016 si erano rivolti da altre regioni al Sant’Anna (3.440) o agli ospedali della provincia, in particolare per curare disturbi dell’apparato cardiocircolatorio (276 al Sant’Anna, 251 negli ospedali dell’Asl), al sistema nervoso (245 al Sant’Anna), a muscoli e ossa (361al Sant’Anna, 184 in strutture dell’Asl), alla pelle e mammella (209 al Sant’Anna).


Avvicinandosi a Ferrara sono stati 35mila i ricoveri negli ospedali estensi di cittadini residenti in altre province emiliano-romagnole. Quasi 4mila pazienti (3.880) si sono rivolti nel 2016 al Sant’Anna per malattie a cuore e vasi (altri 1.166 agli ospedali Asl), 2.273 per problemi all’apparato respiratorio (al Sant’Anna e altri 888 negli ospedali Asl), 2.166 per disturbi o traumi a ossa e muscoli (Sant’Anna), 2.321 per patologie all’apparato digerente (Sant’Anna), 2.000 per malattie del rene e delle vie urinarie (Sant’Anna), 2.080 per gravidanza e puerperio (Sant’Anna).
È da rilevare che, secondo i dati forniti dalla Regione, il 70% dei pazienti che escono da Ferrara e dalla Regione si dirigono verso il Veneto (4.600 su 6.600 ricoveri). Di rimando l’azienda Sant’Anna richiama dal Veneto 1.802 pazienti sui 3.440 ricoverati da altre regioni.

 

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