Barriere sottomarine per evitare l'erosione della costa
Lido Scacchi, progetto sperimentale della Regione: i lavori inizieranno a settembre
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LIDO SCACCHI. Un sistema di barriere sottomarine a forma di piramide per ridurre la forza delle onde e favorire la tutela della costa, con il ripopolamento della fauna ittica, il miglioramento della qualità delle acque e a salvaguardia del litorale dall’erosione costiera. È questo l’intervento presentato stamattina a Comacchio dall’assessore della Regione Emilia-Romagna, Paola Gazzolo, insieme al sindaco, Marco Fabbri, e al dirigente regionale Claudio Miccoli, nel corso di un incontro con gli operatori economici locali. L’opera interesserà Lido degli Scacchi, scelto per le dimensioni e per le particolari caratteristiche della costa in quel tratto. È il frutto degli studi svolti nei mesi scorsi dai servizi regionali e deriva da un progetto integrato fra assessorati alla pesca e alla difesa della costa. Sar à realizzato mettendo in campo le tecnologie più innovative: i lavori inizieranno a settembre, al termine della stagione balneare, e saranno conclusi in 40 giorni. Avranno un costo di 547 mila euro, finanziato con il Feamp (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca).
«Nell’ottica della gestione integrata delle zone costiere, lanciamo un intervento sperimentale condiviso con il territorio, confermato da tutti i presenti anche questa mattina, che si potrà estendere ad altri lidi a partire dalle Nazioni e Pomposa - ha detto Gazzolo - Abbiamo di fronte la grande sfida del mutamento climatico: siamo impegnati nel definire una strategia che verifichi gli scenari del suo impatto sulla costa e definisca le necessarie azioni di mitigazione e adattamento. Per la Regione si tratta di una vera priorità - ha concluso l’assessore - Il litorale ha una spiccata rilevanza ambientale che si unisce a quella econopesca e turismo rappresentano due settori chiave del Pil dell’Emilia-Romagna». Da Fabbri sono arrivati i ringraziamenti alla Regione per il progetto presentato e il lavoro svolto. «La sperimentazione attraverso nuovi interventi strutturali lungo un tratto di costa, ci consente di guardare non solo a domani, ma ai prossimi 15-20 anni - ha sottolineato Fabbri - La conferma che i lavori partiranno in autunno è una rassicurazione importante: è fondamentale un forte coordinamento tra assessorati regionali perché in quel tratto insistono da anni non solo gli stabilimenti ma anche concessioni demaniali per l’esercizio dell’acquacoltura».
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