“Bici selvaggia” spaventa gli ospiti
Ferrara, città delle biciclette. Lo sanno un po’ tutti in giro per l’Italia, anche se avere a che fare direttamente con le due ruote è un altro conto. Ai limiti del pericoloso. «E’ una cosa davvero...
Ferrara, città delle biciclette. Lo sanno un po’ tutti in giro per l’Italia, anche se avere a che fare direttamente con le due ruote è un altro conto. Ai limiti del pericoloso. «E’ una cosa davvero sorprendente vedere quante siano - dice Michele, che con Sonia è arrivato per la due giorni tra Pasqua e Pasquetta -. Noi veniamo da Milano e non siamo certamente abituati. Una bella cosa, ecologica anche, però va detto che voi ferraresi dovete darvi una regolata: andate troppo forte in mezzo alla gente, ce lo hanno anticipato i nostri genitori che erano stati qui anni fa e mia madre era stata anche mezza travolta allora».
In centro, per la giornata di Pasquetta si vedono soprattutto pedoni-turisti, ma non mancano i ferraresi che in sella alla bicicletta sfrecciano in mezzo alla folla; chi non è del posto si sorprende e la reazione è duplice, tra il divertito e il seccato. «Da un lato l’abitudine dei residenti è ottima - sostiene Michele Ravaglia, che è di Bologna dove pure i velocipedi sono molto presenti - dall’altro credo bisognerebbe essere molto più disciplinati, troppo spesso i ciclisti invadono il centro della strada invece di stare ai lati. E i turisti magari non lo sanno».
C’è da dire che sono sempre di più i visitatori che scelgono di ammirare le bellezze storiche, artistiche e monumentali di Ferrara proprio attraverso la bicicletta, messa a disposizione dagli alberghi e dalle attività ricettive del centro storico. Un giro sulle antiche Mura Estensi sta diventando un appuntamento immancabile, un classico soprattutto per chi pernotta in città e quindi ha un po’ di tempo da spendere.
Altro mezzo di trasporto, altro tipo di emozione che sta diventando un “must”, a due anni dalla sua introduzione: l’escursione in barca nel fossato del Castello Estense, un modo che permette di ammirare il monumento più caratteristico di Ferrara da un insolito punto di vista. Ieri mattina in fila per salire in barca c’era anche Natale Bellotti, un modenese con la sua famiglia, la moglie Anna e due figli: «I bambini - spiegava l’uomo - sono molto eccitati, così non possiamo farne a meno. Non sarà bello come a Venezia, però è una cosa da provare». (f.t.)
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