Torna la pala del Garofalo, ma è una copia
BONDENO. Sarà trasferita presto nella chiesa di Bondeno una pala d’altare custodita all’interno del Palazzo arcivescovile di Ferrara, gemella di un’opera più famosa e dalla storia tortuosa. Si tratta...
BONDENO. Sarà trasferita presto nella chiesa di Bondeno una pala d’altare custodita all’interno del Palazzo arcivescovile di Ferrara, gemella di un’opera più famosa e dalla storia tortuosa. Si tratta della “Resurrezione di Cristo”, firmata da Alessandro Alfonso Candi, copia ottocentesca dell’omonimo capolavoro di Benvenuto Tisi detto il Garofalo, datato 1520. Pala, quest’ultima, realizzata appunto per la chiesa arcipretale bondenese su volontà di Girolamo Sacrati, nobiluomo ferrarese e protonotario apostolico. Probabilmente collocata in una delle cappelle ai lati dell’altare maggiore, rimase nella collocazione originaria fino a metà Ottocento quando fu venduta per finanziare lavori di restauro della basilica. La pala fu a lungo considerata perduta, per poi riapparire un secolo dopo in una collezione privata di una famiglia nobile austriaca da cui il Kunsthistorisches Museum di Vienna la acquistò nel 1962; poco dopo fu relegata nei depositi per l’eccessivo deterioramento ma è tornata in galleria di recente, al termine di un restauro durato due anni e mezzo. Impossibile come si può immaginare il suo ritorno a Bondeno, dove ci si dovrà accontentare della copia di Candi, messa a disposizione della diocesi di Ferrara-Comacchio.
Fabio Terminali
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