Bambini e anziani uniti nei giochi di ieri e di oggi
A Bosco Mesola un progetto che coinvolge scuole Manzoni e Comunità Alloggio Uno scambio tra generazioni per abbattere tutte le barriere di età
BOSCO. La voglia di unire due mondi che il vivere quotidiano di norma tende a separare e l'idea che anziani e bambini possano stare bene insieme e possano arricchirsi gli uni con gli altri, ha spinto il fisioterapista, Andrea Finessi, e l'educatrice, Sara Mantovani, impiegati entrambi alla Casa Residenza per Anziani Comunità Alloggio di Bosco, a realizzare il progetto “Il mondo del gioco” che sta coinvolgendo gli ospiti della struttura e la classe quarta della scuola primaria dell'istituto “Alessandro Manzoni” di Bosco Mesola.
Con la supervisione della direttrice della Comunità, Rossella Bellini, Finessi e Mantovani stanno mettendo a confronto gli anziani e i bambini sul tema del gioco, evidenziandone i cambiamenti generazionali con la produzione di cartelloni, sia da parte dei bambini che dei “nonni”, e attraverso una giornata finale di gioco interattiva.
Il progetto è suddiviso in tre fasi, due in classe e una nella residenza: lo scorso 13 marzo Finessi, Mantovani e due ospiti della Comunità Alloggio hanno presentato a scuola la struttura assistenziale e gli anziani hanno raccontato ai bimbi i loro giochi del passato, a loro volta i piccoli lo hanno fatto coi nonni illustrando i giochi moderni.
Il 17 aprile a scuola, i bambini e gli anziani dovranno presentare reciprocamente i cartelloni che hanno fatto sui loro giochi. Infine il 16 maggio, come momento finale del progetto, nel salone della comunità, piccoli e grandi giocheranno insieme provando i giochi del passato e quelli contemporanei con squadre rigorosamente miste.
Uno scambio tra generazioni apparentemente lontane ma che proprio attraverso il gioco possono scoprire di avere molto in comune, tra la fanciullezza ritrovata degli anziani e la saggezza infantile dei bambini.
Il tutto ricorrendo, e riscoprendo, la dimensione ludica, che più di ogni altra è capace di abbattere le barriere e, attraverso la finzione, scoprire se stessi ed entrare in comunicazione con gli altri. Senza limiti di età. Perché non si è mai troppo anziani per giocare.
Lorenzo Gatti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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