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qualità dell’aria - concluse le misure antinquinamento 

Tregua smog grazie al meteo

Tregua smog grazie al meteo

Ma alle spalle c’è un 2017 dagli sforamenti record di polveri sottili

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Con la fine di marzo è scaduto il termine di applicazione delle misure antismog imposte dall’ordinanza regionale sulla qualità dell’aria. L’efficacia dei provvedimenti (tra cui lo stop alla circolazione dei veicoli più inquinanti, le domeniche ecologiche e per la prima volta un giro di vite per stufette a legna o a pellet) è sempre opinabile e il rimedio più incisivo, anche se purtroppo non programmabile, arriva dal meteo.

Secondo le rilevazioni di Arpae, le Pm10, le polveri sottili che danno un po’ la “temperatura” della situazione, nel primo trimestre dell’anno i superamenti della soglia massima giornaliera (50 microgrammi al metro cubo) registrati dalla centralina di corso Isonzo sono stati 14, contro i 23 dello stesso periodo del 2017. «Il clima è un fattore determinante – spiega Enrica Canossa, responsabile della rete di monitoraggio della qualità dell'aria –, in queste ultime settimane la tante perturbazioni e il rimescolamento della massa d’aria hanno indubbiamente portato beneficio, abbattendo gli inquinanti. I dati di Ferrara sono nella media regionale, anzi migliori rispetto a quelli della parte occidentale dell’Emilia, tra Reggio, Parma e Piacenza. Anche i valori medi delle Pm10 sono sotto controllo». Resta alle spalle un 2017 allarmante: ben 62 sforamenti, di cui 39 tra ottobre e dicembre (quasi un giorno su due), dato superiore al totale del 2016 (36). Ma in tutta la regione un anno dalle scarse piogge ha lasciato strascichi, illustra la Canossa, «in 27 delle 43 stazioni dell’Emilia Romagna si è sforato la quota dei 35 giorni», oltre cui scattano (o dovrebbero scattare) le sanzioni dell’Unione europea.

Per quanto riguarda il futuro, è presto per dire se il piano regionale sarà confermato o rafforzato: «E’ importante - sostiene la funzionaria Arpae - che i provvedimenti siano stati pensati a livello dell’intero bacino padano, interessando quattro regioni. Così come ritengo utili sia il doppio livello di emergenza che è stato stabilito sia la restrizione riguardante le biomasse domestiche, responsabili di oltre metà delle emissioni di polveri sottili».

Fabio Terminali

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