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Vinyloop, il futuro è appeso a un filo

di Fabio Terminali
Vinyloop, il futuro è appeso a un filo

Fumata nera al tavolo in Regione, l’azienda punta a chiudere lo stabilimento Chiarioni (Cgil): «Si scordino che glielo lasceremo fare così facilmente»

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É andato male il tavolo convocato ieri pomeriggio in Regione dall’assessore alle attività produttive Palma Costi per discutere del futuro di Vinyloop, l’azienda che nell’area ex Solvay di Ferrara ricicla gli scarti di Pvc, coinvolta da una pesante crisi e che la proprietà avrebbe intenzione di chiudere. Un futuro più che mai appeso a un filo. «La società è rimasta sulle sue posizioni - racconta al termine del summit il segretario della Filctem-Cgil, Fausto Chiarioni - e tra le righe è emersa la volontà di cessare l’attività. Un atteggiamento incomprensibile, di fronte alla disponibilità manifestata dalla Regione di favorire piani relativi alla ricerca e a nuove opportunità di riciclo».

Un dialogo tra sordi, insomma, e le prospettive sono pessime. Già da qualche settimana non vengono più approvvigionate le materie prime: la produzione ha i giorni contati. «Ma si scordino che noi li lasciamo chiudere la fabbrica facilmente», annuncia Chiarioni. I sindacati (la mobilitazione è unitaria con Cisl e Uil, più le Rsu) puntano a rallentare la bonifica del sito e in mattinata a Ferrara avevano incontrato il prefetto Michele Campanaro, il quale ha ribadito che l’attenzione alla sicurezza durante le operazioni (delicate: lo stabilimento si trova in un’area pericolosa come il polo chimico) saranno massime.

In un secondo tavolo bolognese, da convocare a inizio maggio, i sindacati sperano in una retromarcia da parte dei vertici Vinyloop. «Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica, oggi a Bologna c’era l’assessore Caterina Ferri che ha espresso posizioni simili alle nostre», dice Chiarioni.

Davanti alla sede della Regione si è svolto un presidio della ventina di dipendenti coinvolti, che ieri hanno terminato uno sciopero di 24 ore; resta lo stop agli straordinari. Solidarietà dal consigliere regionale Pd Paolo Calvano, il quale ha incontrato gli operai: «È necessario che l’azienda metta in campo grande responsabilità sociale a fronte di un impianto tecnologicamente all'avanguardia e di un sito che guarda al futuro dell'economia del territorio. Dalla Regione - aggiunge Calvano - non mancherà il sostegno per dare risposte certe e rassicurare i dipendenti».



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