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Argeco chiede di ampliarsi e apre a nuove assunzioni

ARGENTA. Argeco spa, che da 20 anni opera ad Argenta per il recupero di rifiuti solidi non pericolosi, ha richiesto alla Regione (Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale)...

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ARGENTA. Argeco spa, che da 20 anni opera ad Argenta per il recupero di rifiuti solidi non pericolosi, ha richiesto alla Regione (Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale) di poter ampliare l’impianto di via Copernico 17/A, la zona industriale nord di Argenta. Un ampliamento che ha generato un procedimento di verifica e quindi di Valutazione di impatto ambientale(Via). Trattandosi, quindi, di ampliamento e considerando la crisi che intacca qualsivoglia settore con ovvie ripercussioni sul fronte occupazionale, in questo caso, c’è da aspettarsi anche un incremento di nuove assunzioni.

«“L’ampliamento porterà assunzione di giovani - precisa Paolo Roi, amministratore delegato di Argeco - al momento però non sappiamo di quante unità. Posso invece dire che, da quanto non abbiamo più il meccanico manutentore di Campotto, ne stiamo cercando un altro, preferibilmente giovane da assumere immediatamente ma che in pratica che non riusciamo a trovare. Perché vorremmo ampliare? Semplicemente per efficientare il settore».

Nel motivare la richiesta, Argeco vuole aumentare la capacità produttiva di Cdr (Combustibile Derivato da Rifiuti) relativamente a plastica e gomma, e altri rifiuti, compresi materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti.

Nel dettaglio, Argeco chiede un adeguamento di 20 mila tonnellate della quantità annuale di trattamento. Viene però precisato che “i quantitativi di stoccaggio istantanei, oggetto della modifica autorizzativa del 2016, non subiranno variazioni.

In altre parole - si legge ancora nella domanda d’ampliamento - i rifiuti attualmente gestiti rimangono gli stessi, come pure i rispettivi quantitativi istantanei e le attività di recupero a cui vengono sottoposti. Gli unici dati che variano sono quelli relativi ai quantitativi di messa in riserva annuale(che passa dalle attuali 85.000 ton a 105.000 ton) e recupero annuale(che passa dalle attuali 72.400 ton a 90.450 ton) che si riferiscono ai soli rifiuti plastici».(g.c.)

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