La Nuova Ferrara

Ferrara

Bracconieri pericolosi serve massima prudenza

di Fabio Terminali
Bracconieri pericolosi serve massima prudenza

L’appello alle guardie volontarie di Claudio Castagnoli (polizia provinciale) «Nessuno sprazzo d’improvvisazione, piuttosto chiamate i carabinieri»

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Igor “il bracconiere” è imprevedibile, la sua conclamata pericolosità è incline a sconfinare. Può passare dalle minacce («ti ammazzo», ha detto poche settimane fa alla guardia ittica Marco Falciano) ai fatti in un battito d’occhi. Lo abbiamo chiamato come l’assassino ora in carcere in Spagna perché il suo spettro, a un anno dalla morte per sua mano di Valerio Verri, non accenna a spegnersi.

Massima prudenza e ognuno al suo posto: è l’invito del comandante della polizia provinciale per combattere i predoni del pesce senza rischiare grosso. «I volontari sono sentinelle fondamentali, gli occhi che devono guidarci nella notte. Se escono in divisa sotto il nostro coordinamento le regole sono certe, diversamente si tratta di pescatori sportivi - sostiene Claudio Castagnoli -. Il mio consiglio a loro è: niente sprazzi d’improvvisazione, non scontratevi con persone “antipatiche”, piuttosto chiamate il 112. Con polizia e carabinieri la collaborazione è ottima, ognuno deve fare il suo pezzo». Niente scherzi allora: i bracconieri, quasi tutti romeni, non lo fanno sicuramente. «Nessuna iniziativa estemporanea», ammonisce Tiziano Tagliani, presidente della Provincia. Dal canto suo assicura che a fine anno aumenterà di un’unità il corpo di polizia del Castello Estense, passando da 14 a 15: nessuna esultanza, in fondo si recupera il posto perso nel corso del 2017. «Il corpo fa un gran lavoro, con la scarsità di personale che ha a disposizione. A gennaio si è sbloccato il vincolo alle assunzioni, qualche risorsa in più ci sarà”, anticipa Tagliani, affiancato dal consigliere Alberto Bova.

Sono sei gli agenti addetti al contrasto del bracconaggio: di notte percorrono per ore molti chilometri lungo i canali, le condizioni meteo non importano. Il fenomeno criminale è «in una fase di stasi – racconta Castagnoli -, andiamo meno peggio che altrove: i predoni si muovono verso il Mantovano e il Rodigino. Certo, potessimo sequestrare i veicoli sarebbe un segnale significati, visto che le multe non le pagano». L’anno passato l’attività di repressione ha segnato colpi importanti: due tonnellate di pesce liberato; due chilometri di reti sequestrate; 155 cogolli, tre gommoni e due barche in vetroresina ritrovate. Per un totale di 46 illeciti amministrativi e sanzioni pari a 6.632 euro (3.810 l’incasso reale).

Capitolo caccia: 46 illeciti registrati e18.681 euro di importo accertato (16.468 pagati), 6 notizie di reato con 11 indagati. Inoltre, è stato concluso il ripristino del terreno di 40 ettari che, anno 2014, nel Mezzano venne sequestrato dopo essere stato luogo di smaltimento irregolare di rifiuti.



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