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ieri consiglio senza numero legale 

“Camera” indipendente i ferraresi non si accordano

“Camera” indipendente i ferraresi non si accordano

Dopo la fumata nerissima dell’altro pomeriggio, ieri si è alzato altro fumo grigio scuro dalla Camera di commercio. Le categorie economiche ferraresi, con l’eccezione dei commercianti, che avevano...

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Dopo la fumata nerissima dell’altro pomeriggio, ieri si è alzato altro fumo grigio scuro dalla Camera di commercio. Le categorie economiche ferraresi, con l’eccezione dei commercianti, che avevano rifiutato la convergenza sulla candidatura del ravennate Giorgio Guberti, ieri non hanno trovato modo di mettere nero su bianco quantomeno un orientamento politico in difesa dell’autonomia della Camera ferrarese, in via di fusione con quella di Ravenna. Il Consiglio camerale convocato per parlare appunto del futuro di largo Castello si è chiuso per mancanza di numero legale, a causa delle defezioni di alcuni componenti, che hanno impedito la convergenza su di un documento di “principio”: nessun ostacolo posto al percorso di fusione, che per il momento non sembra avere un’alternativa concreta al di là delle spinte di alcune associazioni guidate da Confartigianato, ma il riconoscimento delle peculiarità di Ferrara, che avrebbe tutte le caratteristiche per rimanere da sola.

Si tratterebbe di una specie di dichiarazione a futura memoria, in caso cioè cambiasse il quadro legislativo a seguito dell’insediamento di un nuovo governo magari più favorevole all’autonomia delle singole Camere di commercio. Tra l’altro stanno avanzando forme di premialità per gli enti più virtuosi, e secondo i primi calcoli di largo Castello, Ferrara sarebbe sicuramente inserita tra le prime della lista. Tutti elementi, insomma, che suggerirebbero una qualche forma di smarcamento “politico” dalla fusione, guadagnando un po’ di tempo in vista di novità da Roma. Ieri si è deciso un aggiornamento, serviranno almeno altri dieci giorni.

La procedura di fusione va però avanti ed entro le 17 di martedì 10 le associazioni dovranno presentare al commissario ad acta, Mauro Giannattasio, le proprie “cifre vitali”: numero d’imprese associate e numero di addetti. I numeri servono a distribuire i seggi del prossimo consiglio Ferrara-Ravenna, che sono trenta. Al netto degli apparentamenti, che possono far cambiare le cifre, a Ferrara spettano 13 seggi mentre Ravenna ne avrebbe 17. Questa la suddivisione per categorie: agricoltura 4; artigianato, industria, commercio e servizi alle imprese 5; turismo e cooperative 2; trasporti e credito 1.

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