Caricento, i piccoli soci temono un’offerta bassa
I calcoli di Mattarelli: 6 euro ad azione contro i 9,70 della quotazione attuale L’associazione solleva il tema degli obblighi di informazione ai risparmiatori
La possibile diminuzione del valore delle azioni nella prima fase dell’acquisizione, da parte della Banca popolare di Sondrio, del 51% delle azioni della CariCento detenute dalla Fondazione. È in base a questa preoccupazione che l’Associazione dei piccoli azionisti di Carice ha convocato ieri una conferenza stampa a cui erano presenti il presidente Marco Mattarelli, il segretario Gian Michele Guselli, e l’avvocato Antonio Frascerra, presidente di Confconsumatori Ferrara.
Sulla base del comunicato della banca popolare di Sondrio del 25 marzo, in cui la banca intende deliberare in merito ad un aumento di capitale massimo di 40 milioni di euro «per soddisfare le esigenze di consegna dei titoli di nuova emissione a fronte del conferimento delle azioni della Cassa di risparmio di Cento», Mattarelli stima che, se – come da comunicato – i 40 milioni verranno utilizzati per comprare le circa 7 milioni e 690 mila azioni che costituiscono più o meno il 51% di Caricento, il valore delle azioni nel momento della compravendita si abbasserebbe a poco più di 6 euro per azione, rispetto agli attuali 9,70. L’Associazione dei piccoli azionisti ricorda come abbia «nel suo statuto la tutela attiva dei piccoli azionisti» e pertanto dichiara che «tutti i piccoli azionisti, decine di migliaia, che un domani arrivando alla transazione si sentiranno danneggiati potranno farlo per nostro tramite»; chi è socio potrà farlo attraverso «l’iscrizione all’associazione per essere tutelati in sede giudiziaria». Bisogna però sottolineare come non ci sia ancora un prezzo ufficiale con il quale verranno comprate le singole azioni durante la prima fase dell’acquisizione, ma solo stime basate sui recenti comunicati stampa che definiscono le trattative con la Fondazione «in avanzato stato di negoziazione».
Frascerra inoltre afferma: «Aspettavamo di conoscere il reale valore delle azioni, almeno ipotizzato per capire se c’era in concreto un danneggiamento. Non vogliamo essere coinvolti in patti o vigilanze, ma vogliamo concretamente capire come mai negli ultimi anni c’è un crollo del valore delle azioni e il numero di azionisti è aumentato. Andremo a intervistare persone per capire com’è collocato il pacchetto azionario, se è valido il contratto d’acquisto. Vogliamo capire, mediante domande specifiche, se ci sono state operazioni baciate». Una seconda domanda che si pone l’avvocato Frascerra riguarda gli obblighi di informazione, «proprio perché il mercato non è quotato in borsa la giurisprudenza prevede dei doveri ulteriori della banca nei confronti degli azionisti. Ci sono stati questi doveri di informazione?».
Mattarelli spera quindi di coinvolgere altri piccoli azionisti non ancora iscritti nell’associazione, che allo stato attuale conta 250 iscritti attestati attorno al 2,5% del capitale. «Non è un’operazione politica», conclude.
Alberto Ravani
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