Laboratori Asl a Bologna «Ipotesi del tutto nuova»
Le rassicurazioni del direttore Vagnini: «Io dovrei autorizzare e non ne so nulla» L’interpellanza di Vitellio (Pd)? «Una boutade primaverile». E Cgil chiede conto
I laboratori tossicologici dell’Asl destinati ad essere trasferiti ed accorpati a Bologna?
«Posso dire che io non sono stato minimamente interpellato rispetto questa ipotesi che mi risulta nuova, se poi altri (il segretario Pd Vitellio che ha presentato una interpellanza in merito, ndr) hanno informazioni che io non ho, non so cosa dire». Claudio Vagnini, direttore generale Asl Ferrara, ieri pomeriggio cadeva dalle nuvole sul caso oggetto dell’interpellanza di Luigi Vitellio con cui chiedeva «conto della fondatezza» dell’accorpamento e se erano «state valutate profondamente le ragioni di questo ipotetico percorso».
Vagnini ha ribadito alla Nuova di non avere «parlato con Bologna», che gestione e competenza dei laboratori è della Asl e pertanto «prima di decidere qualcosa, deve essere autorizzato da me: posso chiamare anche Vitellio e chiedergli conto, ma mi sembra davvero una boutade primaverile». Francamente conclude Vagnini, rassicurando ulteriormente, «prima di muovere qualcosa vi sono valutazioni tra le varie direzioni». E ciò non è avvenuto. Rassicurazioni da parte di chi come Vagnini dovrebbe autorizzare il trasferimento, di cui non erano ancora a conoscenza, ieri, gli stessi sindacati della sanità, la Cgil funzione pubblica che va oltre, prendendo di mira anche l’ospedale di Cona: «A leggere queste notizie e vivere costantemente nell’azienda, la risposta che riteniamo più probabile è che il vero mandato del direttore, possa essere, quello di depotenziare l’ospedale di Cona». Uno dei segnali per Cgil è la «notizia del depotenziamento dell’attività del laboratorio unico provinciale a favore del laboratorio metropolitano di Bologna». Che tuttavia, lo stesso Vagnini ieri smentiva.
E allora Cgil funzione pubblica con cautela spiega che «se la notizia fosse fondata, sarebbe esclusivamente una scelta aziendale, quella di cedere parte dell’attività a Bologna». Decisioni tecniche non ancora adottate mentre Cgil funzione pubblica chiede conto anche alla stessa politica: «Ci chiediamo se la politica locale sia adeguatamente informata delle scelte che l’Azienda Ospedaliera intende percorrere visto che abbiamo sempre di più l’impressione che le scelte vengano fatte non coinvolgendo la città e la provincia, che sono i destinatari e i titolari del servizio che l’Azienda Ospedaliera deve dare ai cittadini che ci vivono». (d.p.)
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