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Le reazioni scuotono il mondo politico

Le reazioni scuotono il mondo politico

La bagarre seguita all’assemblea di martedì scorso ha scatenato una serie di reazioni da parte del mondo politico ferrarese. Reazioni a cui non si è sottratto neppure il sindaco Tiziano Tagliani che...

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La bagarre seguita all’assemblea di martedì scorso ha scatenato una serie di reazioni da parte del mondo politico ferrarese. Reazioni a cui non si è sottratto neppure il sindaco Tiziano Tagliani che sottolinea che «ancora agli amministratori è impedito di parlare ai cittadini».

Dal primo cittadino al consigliere Pietro Turri (Pd), peraltro presente all’assemblea nel “mirino”: «Nessun profugo, nessun migrante», tiene a ribadire Turri.

Poi c’è l’interpellanza al sindaco Tagliani presentata congiuntamente dal centro-destra. Matteo Fornasini, Vittorio Anselmi, Paola Peruffo, Giampaolo Zardi (Forza Italia); Alessandro Balboni(Fratelli d’Italia) e Giovanni Cavicchi (Lega), difatti, ritengono molto grave il fatto che «il Comune organizzi un incontro pubblico con la cittadinanza indicando la presenza di due consiglieri comunali di maggioranza nel volantino con il logo dell’Amministrazione stessa e dell’assessorato al patrimonio». In più, gli esponenti di Fi, Fdi e Lega chiedono, tra le altre cose, al primo cittadino di sapere «chi ha assunto la decisione di indicare nel volantino la presenza dei consiglieri comunali Calò e Turri, e a quanto ammonta la spesa sostenuta dal Comune per la realizzazione e la distribuzione dei volantini e chi si è occupato della loro diffusione».

Successivamente, la coordinatrice provinciale di Fi, Paola Peruffo, ha aggiunto che «la mancanza di chiarezza e di coinvolgimento dei residenti è stata totale, ecco perché si è arrivati alla confusione dell'altro pomeriggio, all'interno di una struttura che, per evidenti limiti, non poteva in alcun modo ospitare oltre 100 persone. Forza Italia - conclude la Peruffo - ha da subito chiesto chiarimenti, anche sul piano formale».

Per proseguire, il dibattito post assemblea non trova impreparato neppure l’assessore comunale Aldo Modonesi che non manca tra coloro che intervengono sulla questione: «C’è chi vede in ogni ristrutturazione di immobili pubblici - dice infatti Modonesi - la creazione di nuovi spazi per ospitare rifugiati. Ieri è toccata alla ex scuola Banzi di via Boschetto che, come Comune, abbiamo assegnato all’Ibo per farci la propria sede. Ibo che si farà carico - chiude Modonesi - dei lavori di ristrutturazione, dopo che da decenni la scuola era chiusa e abbandonata».

Infine, il segretario provinciale del Pd: «Finalmente l’ex scuola Banzi ritorna nella disponibilità della comunità - scrive Luigi Vitellio - e diventerà la sede di questa associazione. Si voleva un’altra associazione? - si chiede Vitellio - ; si voleva la ex scuola Banzi chiusa? Parlare di campo profughi - dice Vitellio - offende l’intelligenza di tutti noi perché è falso. Le menzogne non rientrano negli strumenti del legittimo scontro politico. Chiedo ai nostri concittadini - prosegue il leader del Pd - , al mondo delle associazioni, ai volontari, di fermare questa china molto pericolosa. Non è in discussione la sede di un’associazione, ma il modo di stare insieme ed essere comunità nei prossimi anni», chiude il segretario. (m.puli.)

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