Progetto Eridano E a Stellata il museo diventa interattivo
Bando ministeriale da 90mila euro per un sistema in rete Un totem per navigare tra reperti e laboratori per i bimbi
STELLATA. C’è un filo “azzurro” che lega le emergenze storiche e archeologiche del Ferrarese, da ovest a est. È l’antico alveo percorso dalle acque del Po nei secoli passati, che da Stellata a Comacchio permette un viaggio in sei tappe dalla preistoria alla cultura del delta. Sei tappe contraddistinte da altrettanti musei - Stellata, Ferrara, Voghiera, Ostellato, Pomposa e Comacchio -, che ora fanno rete comune per promuovere le loro emergenze e quella che è una delle ricchezze del territorio ferrarese: l’archeologia. Una risorsa che al di là della sua funzione di conoscenza, diventa anche valorizzazione del territorio e opportunità di turismo culturale.
Tutto accade con il progetto Eridano, che vede coinvolti Polo museale dell’Emilia Romagna, Unife, Comuni, museo nazionale archeologico di Ferrara, musei civici e associazioni. Il progetto ha vinto - insieme ad altri sei - il bando ministeriale che metteva a disposizione 90mila euro complessivamente e che grazie alla tecnologia, ma non solo, consente di costituire un vero e proprio “sistema museo”, in grado di valorizzare - grazie alle tecnologie informatiche, dai totem alla realtà virtuale - le sue peculiarità.
Già sabato, al museo Ferraresi di Stellata, entrerà in funzione il primo totem, strumento in grado, con immagini e schede descrittive, di illustrare quanto contenuto nei musei che fanno parte della rete. E sarà realizzato il primo laboratorio per i bambini, che avranno la possibilità, tramite “cardboard” di entrare in una terramara.
Il progetto Eridano, presentato ieri, dà la possibilità - ha spiegato il sindaco bondenese Fabio Bergamini - di «valorizzare il nostro territorio che può vantare i reperti archeologici più antichi del Ferrarese e quelli degli altri musei aderenti al progetto». L’impegno - ha ribadito Paola Desantis, direttrice del Museo archeologico nazionale di Ferrara - «è di valorizzare quanto di speciale è contenuto in ciascun museo, occasione che può servire a un rilancio del territorio». In particolare, Stellata può contare sulla valorizzazione della parte relativa alla preistoria - con la terramara di Pilastri -, Ferrara e Ostellato con i reperti della civiltà etrusca, il Belriguardo di Voghiera ha nell’epoca romana la sua eccellenza, mentre Comacchio - con la sua nave romana - alla civiltà del delta e Pomposa, con l’abbazia, mette in luce il periodo medievale e rinascimentale.
L’architetto Alessandro Massarente (Unife, coordinatore del progetto) ha sottolineato la validità di un sistema “aperto”, col coinvolgimento di privati. Come testimoniato da Roberto Meschini (Tryeco Ferrara) che ha predisposto totem e cardboard.
Alberto Vincenzi
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