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Rifiuti, le aziende: cabina di regia con pochi politici

Rifiuti, le aziende: cabina di regia con pochi politici

Pressing su Hera: finora scarso tutoraggio e bidoni oversize Parametri vecchi di 15 anni, ma cambieranno solo nel 2019 

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Commercianti e artigiani all’attacco della rivoluzione rifiuti, sulla quale vogliono trattare senza vedersi trascinare in un’arena politica. Ieri mattina, alla prima riunione in vista della costituzione dell’Osservatorio rifiuti, i rappresentanti delle associazioni economiche, che sono dieci (ma alla convocazione hanno risposto solo Cna e Confesercenti), hanno ribadito all’assessore Caterina Ferri le loro richieste e qualche lamentela per come Hera sta trattando le imprese in questi primi mesi di differenziata spinta. «Siamo stati lasciati senza tutor e con bidoncini di taglie enormi, 1.700-3.200 litri, che costeranno tantissimo ai negozi» è il primo punto gettato sul tavolo in particolare da Confesercenti, mentre Cna ha rilevato le difficoltà delle imprese a leggere la portata dei bidoncini, non sempre riportata in maniera chiara. Ferri ha sostanzialmente convenuto, informando di aver chiesto alla multiutility uno sforzo per sostenere direttamente, e non solo al telefono, le aziende bisognose di comprendere le scelte più convenienti. Inviato anche l’imput per aumentare la fornitura di bidoncini di taglia intermedia tra la calotta e il cassonetto stradale.

Seconda questione “calda”: utilizzare l’osservatorio sopratutto per evitare eccessivi handicap per le imprese virtuose, che riescono a tenersi al di sotto del bonus conferimenti ma rischiano di non vedersi riconosciuto in bolletta questo risparmio. Vi sono 150mila euro a disposizione come “ricompensa”, potrebbero non bastare, «la cifra a disposizione sul 2018 è questa, l’anno prossimo valuteremo meglio» ha risposto Ferri. Tutti d’accordo, invece, sulla necessità di rivedere i parametri che vanno a determinare la quota fissa: risalgono al 2002 e nel frattempo, ad esempio, gran parte dell’indifferenziato prodotto da pescherie o negozi di frutta è diventato organico riciclabile.

Terza questione, la composizione dell’Osservatorio. «Dev’essere uno strumento operativo, quanto più possibile snello» hanno ripetuto le due associazioni, con riferimento sia alla presenza delle “cugine” che mai hanno partecipato alle riunioni preparatorie, che ai consiglieri comunali. L’idea di veder rappresentato ogni gruppo politico, moltiplicando il numero dei partecipanti ad ogni riunione e magari dilatando i dibattiti di contenuto più politico che tecnico, preoccupa evidentemente i rappresentanti delle imprese. L’assessore ha ricordato che la composizione dell’Osservatorio, istituito dal Regolamento rifiuti, sarà decisa dalla Commissione comunale competente, alla quale il disciplinare di funzionamento sarà sottoposto probabilmente giovedì prossimo. L’idea di proporre la presenza di un rappresentante di maggioranza e uno di opposizione, tuttavia, non sembra lontana dalla realtà. Porte chiuse alla partecipazione di associazione come Mi Rifiuto, mentre «il gestore», cioè Hera, dovrà esserci.

Entro domani, o al massimo lunedì prossimo, le associazioni dovranno indicare il loro rappresentante e il supplente, Poi i passaggi istituzionali in commissione e Consiglio comunale, prima del varo di questa “cabina di regia” del post-calotte.

Stefano Ciervo

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