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Acer, agli anziani ascensori e meno ostacoli

Acer, agli anziani ascensori e meno ostacoli

La Regione stanzia due milioni di euro per migliorare gli edifici dell’edilizia residenziale pubblica

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Uno stabile senza ascensore può diventare un serio problema per gli anziani, anche autosufficienti, e le persone con disabilità, soprattutto se alle prese con problemi motori. Non uscire di casa, o farlo raramente, potrebbe impedire una normale vita relazionale.

Un aiuto concreto arriva dalla Regione Emilia-Romagna, che per la prima volta stanzia dei fondi per installare ascensori e monta-scale negli stabili di edilizia residenziale pubblica: 2 milioni di euro per il 2018. Attraverso un bando, saranno dunque finanziati, oltre a questi interventi, anche lavori per l’abbattimento degli ostacoli presenti in appartamenti o spazi comuni, all’interno dei palazzi, che costituiscono un limite o un impedimento per chi si muove con difficoltà: ad esempio, dislivelli con gradini o rampe troppo ripide, corridoi e servizi troppo stretti, pavimentazioni scivolose. I Comuni proprietari degli alloggi, destinatari dei contributi regionali, potranno avvalersi delle Acer (Aziende Casa Emilia-Romagna), in qualità di gestori del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica (Erp) per effettuare i lavori. La Regione “rimborserà” fino ad un massimo dell’80% dell’importo complessivo delle opere di adeguamento.

In Emilia-Romagna gli edifici popolari sono 6.571, per un totale di oltre 59 mila appartamenti; l’età media dei fabbricati è di 45 anni e circa il 30% dei nuclei assegnatari è composto da persone con più di 65 anni.

«Le persone anziane hanno sempre di più la necessità di vivere in modo indipendente e in sicurezza - ha sottolineato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. La propria casa deve essere il luogo che completa una socialità pienamente vissuta, anche all’esterno, per se stessi, nel rapporto con gli amici e con la famiglia, e tutti sappiamo bene quanto i nonni e, appunto, gli anziani in generale siano importanti per figli e nipoti e per la trasmissione di esperienze e saperi ai più giovani. Gli interventi che per la prima volta abbiamo deciso di finanziare, dagli ascensori ai monta-scale - ha detto ancora Bonaccini - non rappresentano solo una miglioria per un fabbricato o un appartamento, ma significano maggiore libertà e, laddove possibile, poter vivere a casa invece che in strutture di ricovero».

«Arriviamo a questa decisione dopo un percorso d'ascolto degli amministratori e delle realtà locali - ha aggiunto la vicepresidente della Giunta con delega al welfare Elisabetta Gualmini -. La mobilità e l'accessibilità degli anziani nelle case sono obiettivi che qualsiasi comunità dovrebbe porsi. Non si può pensare di segregare le persone in casa o pensare che la fase della vecchiaia non richieda servizi e altrettanti specifici adattamenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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