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«Crediamo in questo territorio»

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L’Italtom punta sul pomodoro di qualità. Già assunta una decina di dipendenti

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ARGENTA. «Pomodoro lavorato e pagato: questa è la nostra abitudine. Come garanzia ci sono 8 milioni di euro, ma attenzione: chiediamo puntualità e qualità perché se non è così, il pomodoro non entra da noi. Se si vuol superare la concorrenza, bisogna fare qualità: questo è il nostro vangelo». Chi parla con chiarezza, è Dario Squeri, amministratore delegato di Steriltom che assieme a Gian Mario Bosoni, di Emiliana Conserve, hanno fatto nascere Italtom, la società che per un anno ha in affitto l’impianto di Ferrara Food di Argenta. I due manager, erano nella sede dell’impianto di via Copernico 4/1, ad Argenta, per mettere in chiaro che cosa ne faranno della fallita Ferrara Food e quale sarà il programma di rilancio.

«Non siamo venuti per colonizzare il Ferrarese - precisa Squeri - crediamo nelle potenzialità di questo territorio, abbiamo deciso di prendere in affitto per un anno l’impianto con la speranza che il tribunale ci riconosca le buone intenzione anche perché, così come è concepito, è fuori dal mercato».

Guardando al progetto industriale, nella campagna 2018, Italtom lavorerà 850 mila quintali «e per farlo - ha spiegato ancora Squeri - adegueremo lo stabilimento con concetti europei in quanto, è nato in una logica sbagliata sul mercato internazionale. Ci concentreremo su prodotti industriali e passate di pomodoro e per questo, installeremo due nuove linee per le polpe e una in ambito per prodotti da ristorazione. Non faremo concentrato, perché il consumatore vuole qualità. Si inizia con la trasformazione dell’azienda e se riusciremo per il 2019 ad acquisirla, cresceremo».

L’altro tema affrontato è il rapporto col territorio. «Pur sapendo delle problematiche ferraresi - ha proseguito Squeri -, qui c’è potenzialità, un’agricoltura avanzata, terreni validi. Veniamo con umiltà e insieme al mondo agricolo vogliamo sviluppare il pomodoro». Per dimostrare poi apertura alle Organizzazioni professionali (Op) «se lo vorranno - ha aggiunto ancora Bosoni, di Emiliana Conserve -, abbiamo lasciato aperta una porta di un 10% per entrare con i loro capitali. Con le stesse Op abbiamo già fatto l’accordo: anziché i 79,75 euro a tonnellata dell’accordo regionale, noi diamo 82 a tonnellata purché si rispettino gli accordi: i soldi ci sono».

L’altro tema è il rapporto con le istituzione e su questo fronte c’è già stato un faccia faccia con l’assessore regionale Simona Caselli e il sindaco Antonio Fiorentini. «Non è facile rimettere in moto un’azienda finita in queste condizioni - riprende Squeri - e per questo è importante la collaborazione con istituzioni e sindacato, col quale vogliamo parlare di occupazione locale. Non abbiamo chiesto contributi».

A proposito di occupazione sempre Bosoni ha precisato che «9-10 dipendenti sono assunti, 110 gli stagionali e se lo sviluppo ci sarà anche su nuove tipologia, crescerà l’occupazione. Nel 2018, Italtom svilupperà il 50% delle potenzialità con la prospettiva di crescita e se l’acquisiremo, faremo anche il biologico visto che ora lo veniamo a prendere a Ferrara». (g.c.)



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