Ex Banzi, il giorno delle riflessioni
Profughi-fobia, niente manifestazione anti-Ibo. I cattolici: sforzarsi di ascoltare
Ibo Italia: dopo l’amarezza, le riflessioni. Il recupero dell’ex scuola Banzi, dove (come annunciato ieri su la Nuova Ferrara dal direttore di Ibo, Dino Montanari) presto arriveranno 6 giovani volontari, e non profughi, come temuto da residenti e consiglieri dell’opposizione che hanno impedito il proseguimento dell’assemblea dell’altra sera, è stato oggetto di discussione anche nelle ultime ore. «In tantissimi ci hanno chiamato, scritto o commentato dopo quello che è accaduto martedì 3 aprile - scrive la Ong - . Persone che ci conoscono da anni, che credono in quello che facciamo e che hanno raccontato di noi, persone direttamente coinvolte nelle opportunità di volontariato che organizziamo o che hanno visto crescere con queste i loro figli o nipoti. A tutti loro va il nostro grazie. Paradossalmente - scrive ancora Ibo Italia - , da una situazione logistica infelice, a livello umano è uscita una serata da cui abbiamo imparato molto dall’ascolto delle tante persone che hanno condiviso con noi le loro inquietudini». L’organizzazione aggiunge: «Ci hanno chiamato anche i rappresentanti delle forze politiche dell’opposizione che erano presenti all’incontro, come Matteo Fornasini e Nicola Lodi, che nel pomeriggio di mercoledì hanno telefonato al direttore di IBO Italia, Dino Montanari, ribadendo la loro disponibilità a capire meglio, l’apprezzamento per quello che facciamo e l’annullamento di eventuali manifestazioni preventive davanti alla struttura. Così come anche Paola Peruffo». Per Ibo, è la conclusione, «ascoltare chi abbiamo di fronte è il primo punto di partenza».
Anche la richiesta dell’assessore Roberto Serra, «il mondo cattolico si faccia sentire», è stata ascoltata. In una nota firmata da Acli provinciale Ferrara, Agesci Ferrara, Azione Cattolica, Ferrara Bene Comune, Masci Ferrara, Rinascita Cristiana e Pax Christi, i gruppi «esprimono sincero dispiacere per le divisioni, lo scontro, la difficoltà ad entrare in un dibattito costruttivo nella comunità di via Boschetto in merito all’insediamento della sede di Ibo Italia e alla promozione delle sue attività. È lecito per un cittadino chiedere spiegazioni delle attività che si svolgeranno nel proprio quartiere, ma per averle è necessario porsi in ascolto. Niente di tutto questo è sembrato essere accaduto il 3 aprile. Ci auguriamo che al più presto venga organizzata una riunione convocando tutte le parti interessate in un luogo più idoneo, che si lasci spazio ad Ibo per spiegare le proprie progettualità e si apra un dibattito costruttivo».
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