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I rifiuti non sono pericolosi Ma il cumulo non si sposta

I rifiuti non sono pericolosi Ma il cumulo non si sposta

Jolanda di Savoia, il Comune conosce la natura del materiale dal 28 dicembre In oltre tre mesi le transenne e la copertura sono volate via più di una volta

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JOLANDA DI SAVOIA. Il cumulo di rifiuti non è pericoloso, ma il Comune di Jolanda ne conosce l’entità da oltre tre mesi eppure non è ancora intervenuto.

La prima volta ne scrivemmo lo scorso 16 gennaio, ma quel cumulo abbandonato di rifiuti, per il quale l’unico intervento è stato coprire il materiale con un telo nero, era lì già da prima di Natale 2017. Da mesi questo ammasso di materiali di vario tipo si trova ai bordi della strada statale che attraversa Jolanda di Savoia. Al nostro quotidiano sono arrivate più volte le segnalazioni dei cittadini, preoccupati per l’eventuale presenza di rifiuti pericolosi, se non addirittura amianto tirato via dalla struttura - ormai un rudere -, che si trova a poche decine di metri dall’ammasso. Nel frattempo, la zona è stata transennata e i rifiuti coperti, anche se le transenne sono state più volte buttate giù e spostate dal vento, al pari dell’enorme telo usato come copertura. La seconda volta che ne scrivemmo risale, invece, allo scorso 5 marzo e - curiosamente - in entrambe le occasioni il sindaco jolandino, Elisa Trombin, interpellata sulla vicenda ci rispose così: «Non appena ci avranno comunicato di che tipo di rifiuti si tratta, procederemo con lo smaltimento. Speriamo di poter agire entro la fine di questa settimana. Per quanto riguarda il tipo di rifiuti dovrebbe trattarsi di plastica, ma aspettiamo di avere riscontri più precisi. Inoltre, siamo in contatto con i carabinieri per la ricerca dei responsabili dell’abbandono». Questo sia a gennaio, che la seconda volta a marzo.

Ad essere chiamati in causa per sancire la tipologia di tale rifiuti è stata Arpae di Ferrara, la cui risposta (datata 28 dicembre 2017) tranquillizza i cittadini, ma solleva interrogativi sul fatto del perché tale cumulo non sia ancora stato spostato. Ricordiamo che in questi tre mesi e oltre a controllare l’ammasso sono passati anche i carabinieri del nucleo ecologico e tutela ambientale. (d.b.)

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