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La “lezione” ai Pm: inutile far ricorso

Non smontano solo accuse di procura di Ferrara e procura generale di Bologna, assolvendo i vertici di Coopcostruttori. Vanno oltre, e di fatto bacchettano i colleghi che hanno portato avanti i...

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Non smontano solo accuse di procura di Ferrara e procura generale di Bologna, assolvendo i vertici di Coopcostruttori. Vanno oltre, e di fatto bacchettano i colleghi che hanno portato avanti i processi, sperando «nel ribaltamento della decisione assolutoria». Lo scrivono, di fatto, facendo il processo ai processi della Coopcostruttori, «facendo considerazioni sui temi generali del rapporto costi-benefici e delle strategie dell’azione penale e delle impugnazioni delle sentenze assolutorie».

Insomma, inutile portare avanti processi in appello per cui vi sono già state assoluzioni. Lo scrivono, i giudici, «non certo per dare giudizio, insegnamenti o direttive a chicchessia, ma solo per far tesoro dell’esperienza, altrimenti deludente maturata in questo processo». Lo fanno per correggere questi errori, e far funzionare la macchina-giustizia «per darci una prospettiva positiva di impegno a gestire con la massima efficacia possibile le limitate risorse che l’attuale sistema penale offre ai protagonisti del processo penale che hanno interesse a vederlo concludere con sentenza definitiva di merito». Proprio sul merito del processo hanno qualcosa da dire. Alla procura di Ferrara e Bologna che fecero ricorso contro le assoluzioni: «La condanna per bancarotta fraudolenta societaria era molto incerta fin dall’inizio, a causa della complessità e della evidenza della insussistenza di vantaggi personali degli imputati e diveniva ancora più incerta - praticamente una missione impossibile - dopo la assoluzione di primo grado, atteso che il ribaltamento di una simile decisione presuppone qualcosa molto di più rispetto alla base di fondatezza sufficiente in primo grado». «E’ pacifico - continuano - che nel giudizio di appello si possono ribaltare solo le assoluzioni assolutamente sbagliate». Qui, invece, nel caso di Coopcostruttori, la materia è talmente intricata, tecnica, da far scuola, giurisprudenza, finendo nei trattati di diritto fallimentare. E adesso anche questa sentenza della Corte d’appello, segue il solco tracciato del precedente: una sentenza che fa riflettere, magistrati e cittadini, e serve da ammonimento per far funzionare la giustizia .



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