La Nuova Ferrara

Ferrara

il rilancio 

Per l’outlet di Occhiobello un partner da 20 milioni

Per l’outlet di Occhiobello un partner da 20 milioni

L’outlet del Po, dopo aver cambiato nome tornando al logo originario Occhiobello Outlet Village (il riferimento al Delta è ora considerato un elemento negativo, di distacco dal territorio), ora...

2 MINUTI DI LETTURA





L’outlet del Po, dopo aver cambiato nome tornando al logo originario Occhiobello Outlet Village (il riferimento al Delta è ora considerato un elemento negativo, di distacco dal territorio), ora vorrebbe anche cambiare passo. Il tentativo di rilancio annunciato qualche settimana fa dal nuovo amministratore unico della società di gestione, Gianluca Galli, poggia su basi che stanno cominciando a prendere forma. «Entro fine maggio le trattative per l’affiancamento in partnership di una importante entità imprenditoriale del settore, non italiana, sarà messo nero su bianco - rivela Galli - Si partirà con una iniezione di capitali, attorno a 20 milioni di euro anche se la cifra esatta dev’essere ancora definita, così come le modalità. Si tratta del primo passo, perché nei progetti resta l’idea di un raddoppio dell’area commerciale». Sull’avventura imprenditoriale di Occhiobello pesano peraltro i debiti contratti nel primo anno di attività, nei confronti dei fornitori.

Il nuovo manager, che peraltro faceva parte dello staff originario che lavorò all’apertura dell’outlet e ha preso il posto di Bruno Contini, cerca di spostare l’attenzione dall’apertura di nuovi negozi, visto che oggi sono 17 gli spazi occupati sui 78 costruiti: «Capisco che si punti sempre sul numero di negozi e sulle nuove aperture, ma la cifra del rilancio dell’outlet non sarà questa. Bisogna dare anzitutto consistenza e prospettiva di durata alla struttura, le nuove aperture arriveranno di conseguenza». Nei piani del nuovo managament, in ogni caso, ci sono una quarantina di negozi aperti entro la fine dell’anno, con l’idea di migliorare anche i servizi e gli esercizi pubblici collegati. Questo obiettivo è in linea con l’occupazione del 60-80% degli spazi del primo step del progetto relativo a 52 unità commerciali. Per raggiungere il traguardo, oltre all’espansione prevista per la tarda primavera, Galli ha indicato altri due momenti di crescita, «a settembre ed entro dicembre». Una parte della struttura, che può superare appunto i 70 spazi commerciali, è quindi destinata per il momento a rimanere chiusa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google