Tre giorni di voto in corsia Si pesano le Rsu della sanità
Le elezioni del 4 marzo scorso hanno cambiato, anche geograficamente, il paesaggio politico nazionale. Su M5s e Lega, giù Pd e sinistra. Una tendenza che si è confermata, in buona parte, anche nelle...
Le elezioni del 4 marzo scorso hanno cambiato, anche geograficamente, il paesaggio politico nazionale. Su M5s e Lega, giù Pd e sinistra. Una tendenza che si è confermata, in buona parte, anche nelle regioni “ex rosse”, dove sinistra e centrosinistra hanno governato per decenni con uno scarto di voti notevole rispetto agli “inseguitori” politici.
C’è oggi, alla luce del risultato elettorale, chi inizia a chiedersi se questo scenario ha qualche possibilità di affermarsi o avanzare anche nelle urne dove si contano i voti raccolti dai rappresentanti sindacali.
L’appuntamento, in provincia, è per il 17, 18 e 19 aprile, quando i dipendenti della sanità saranno chiamati a rinnovare le Rsu, cioè le rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro. Per trasferire il ragionamento in questo ambito, cioè all’interno di Asl e Sant’Anna, non ci si può però affidare alla distinzione politica fra centro, sinistra e destra. I sindacati, in realtà si suddividono tradizionalmente in due aree: quella che inquadra Cgil, Cisl e Uil - che spesso agiscono di concerto ma non sempre, anzi talvolta hanno assunto posizioni di forte contrapposizione all’interno di quella che poteva essere considerata un’area di dialogo privilegiato con i partiti di centro e con la sinistra, uno stato di fatto radicalmente mutato negli ultimi anni - e quella dei sindacati “autonomi”, vicini ad ambiti politici più diversificati. Sei sono le liste che si misureranno nell’urna in questa tornata, sia all’Asl (che include tre ospedali – Delta, Argenta e Cento - e alcune Case della Salute) che al Sant’Anna.
Sui cartelloni elettorali dell’azienda Sant’Anna compaiono queste sigle: Cisl-Fp, Uilfpl, Fp-Cgil, Fials, Usb, Nursing Up (infermieri). Nelle cabine elettorali dell’Asl si confronteranno Fp-Cgil, Cisl-Fp, UilFpl, Fials, Nursind (infermieri) e Nursing Up (infermieri).
Uno degli aspetti da verificare è se la recente riforma degli Ordini professionali, che ha dato un riconoscimento specifico agli infermieri, può pesare nell’ottica di una maggiore autonomia anche sindacale della categoria. Un altro riguarda il peso relativo dei tre sindacati, Cgil, Cisl e Uil, che hanno sempre goduto di un consistente consenso nelle rappresentanze locali della sanità, a partire dalla Cgil (ma nell’urna ognuno compie la sua corsa) e l’area “autonoma”, che nelle sue articolazioni dialoga poco con l’ex Triplice e spesso la attacca da versanti diversi (più prossimo all’area politica di sinistra quello dell’Usb). Infine, l’affluenza. Quanti lavoratori decideranno di partecipare alla consultazione riconoscendosi in una delle liste in c?(gi.ca.)
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