Il generale ai Lions «Le missioni servono per aiutare la gente»
POGGIO RENATICO. Organizzato dal Lions International nel salone d'onore della Città del Ragazzo (a Ferrara) si è svolto, l'altra sera, un incontro dibattito sul tema: “Contributo delle forze armate...
POGGIO RENATICO. Organizzato dal Lions International nel salone d'onore della Città del Ragazzo (a Ferrara) si è svolto, l'altra sera, un incontro dibattito sul tema: “Contributo delle forze armate al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale”. Relatore ufficiale il generale Antonio Conserva comandante del Coa di Poggio Renatico. Su invito degli organizzatori hanno portato il loro saluto anche il Prefetto, Michele Campanaro, e il Questore Giancarlo Pallini.
Il generale Conserva si è particolarmente soffermato sui principali compiti della forze armate che sono quelli di difendere lo Stato, operare per realizzare la pace, garantire la salvaguardia delle istituzioni e vigilare per l'osservanza delle norme di diritto internazionale che devono essere costantemente monitorate. Rimarcato anche che l'Italia non interviene mai nei conflitti se non c'è l'autorizzazione dell'Onu o la richiesta del paese che è stato attaccato. «L'Italia - ha detto il generale Antonio Conserva - non interviene nelle missioni di pace con l'obiettivo di guadagnarne un profitto. Lo scopo è quello di operare per essere vicino alla popolazione civile, per aiutarla, e non vogliamo certamente figurare come oppressori. Purtroppo nel corso delle missioni di pace c'è il terrorismo che causa vittime anche tra gli italiani. Certamente l'atteggiamento che noi usiamo nelle missioni di pace, cioè di non figurare come oppressori ma animati dal desiderio di portare la pace, alla fine ha comportato che negli attentati si registrano meno morti tra gli italiani».
I presenti si aspettavano qualche cenno sull'Isis, per la gente simbolo del terrorismo, e l'argomento è arrivato. «L'Isis - ha concluso il generale Conserva - è stato sconfitto, nel senso che non ha più un suo territorio. Purtroppo rimane attivo perché ha ancora tante bande armate disseminate in diversi territori. Per combatte questi fenomeni criminosi è d’obbligo la collaborazione internazionale per capire, intervenire reprimere».
Giuliano Barbieri
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