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i disagi nella scuola

«Mio figlio “bullizzato” e minacciato col coltello»

«Mio figlio “bullizzato” e minacciato col coltello»

La denuncia di una donna durante un incontro dedicato alla difesa personale Un seminario in palestra. L’assessore Corazzari: la scuola ascolti gli studenti

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Bullismo e difesa personale. Oltre all’educazione in classe e agli incontri didattici con le forze dell’ordine per contrastare il fenomeno, spesso concentrato nelle scuole, c’è chi inizia a pensare che è utile anche saper “parare i colpi”. Che non di rado sono il frutto di aggressioni fisiche, non solo psicologiche. Così, nel dialogo fra famiglie e istituzioni aperto nel corso del seminario “Io non paura. Affronto il bullo a testa alta”, ospitato dal centro Furinkazan, risuonano allarmanti le parole della mamma di un giovane studente vittima di bullismo, picchiato e rapinato all’uscita di scuola.

«Non è stata certo una ragazzata – ha dichiarato la donna – e questi fatti si sono ripetuti già cinque volte. Abbiamo fatto diverse denunce, uno dei bulli è stato allontanato dalla scuola, ma un terzo è tornato e ha minacciato mio figlio addirittura con un coltello. Non so più cosa fare». L’incontro pubblico puntava a illustrare, tra gli strumenti di difesa del “bullizzato”, la possibilità di ricorrere al karate, applicato esclusivamente come metodo anti violento. La serata era rivolta alle famiglie e ai ragazzi, fra i 5 e i 17 anni.

«Alla base del seminario – ha ricordato Federica Achilli, giornalista e ideatrice del progetto – c’è l’esigenza di poter affrontare il bullismo con gli strumenti giusti, acquisendo autostima e il controllo del proprio corpo, trasmettendo sicurezza e determinazione nel dialogo e come “estrema ratio” con la difesa personale». All’evento, patrocinato dal comune di Ferrara e Afm Farmacie Comunali, hanno preso parte 120 fra ragazzi e genitori, assieme al direttore tecnico del Furinkazan, Gabriele Achilli. Tra i presenti, assessori e componenti del consiglio comunale, rappresentanti dei carabinieri e della polizia, psichiatri. «Non parliamo solo di cyberbullismo – ha precisato l’ispettore capo della polizia, Francesca Sinacori (Ufficio minori)– argomento contenuto in una apposita legge sulla tutela dei minori, ma anche di educare i bambini, fin da piccoli, al rispetto delle regole e del prossimo, dove i problemi di natura sociale non vanno mai sottovalutati e a volte denunciati alle forze dell’ordine». E, come sottolineato dall’assessore Cristina Corazzari, «iniziative come queste, vanno capite e valorizzate. Il bullismo va distinto dal conflitto personale fra ragazzi. Nelle scuole forse si è rotta l’alleanza con le famiglie, dove è venuta un po’ a mancare, a mio avviso, l’autorevolezza genitoriale. Dal canto suo la scuola deve ascoltare i ragazzi».

A questo appello ha risposto il capitano dei carabinieri Marco Angeli, che ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento delle forze dell’ordine: «Giornalmente si sentono tante storie di bullismo e quindi ben vengano iniziative di questo tipo, con le quali si può imparare ad affrontare i bulli gestendo le proprie emozioni anche difendendosi». Molto importante, ha concluso la psichiatra Enrica Bertolini «è conoscere le origini di questo fenomeno e delle sue sfumature che ricadono nella sfera emotiva». Nella seconda parte dell’incontro, genitori e figli con gli allievi del Furinkazan, hanno partecipato ad una sessione pratica con un allenamento-tipo.

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