Salvagnin: agricoltura di qualità usando anche l’alta tecnologia
«Qui a Lagosanto, ma nel Ferrarese in generale, si riesce a praticare bene l’agricoltura anche grazie al fondamentale apporto del Consorzio di Bonifica di Ferrara che riesce sempre a garantire in...
«Qui a Lagosanto, ma nel Ferrarese in generale, si riesce a praticare bene l’agricoltura anche grazie al fondamentale apporto del Consorzio di Bonifica di Ferrara che riesce sempre a garantire in ogni periodo dell’anno quantità d’acqua sufficienti per le colture, anche quelle più delicate».
Massimo Salvagnin, erede di una famiglia di coltivatori che ha impiantato con il papà Luciano e il fratello Cristiano un’importante azienda a Lagosanto fin dal 1975, parla della situazione economica del territorio comunale alla luce anche dei dati forniti con precisione dall’Osservatorio della Camera di Commercio, elogiando il sistema strutturale ferrarese dove, a suo dire, si lavoro meglio rispetto ad altre zone sempre della pianura padana.
«L’agricoltura – prosegue l’imprenditore - riveste un ruolo importante per quanta riguarda questo territorio. In particolare sta dando molta soddisfazione l’agricoltura di qualità».
Salvagnini , che ha un’azienda di otto dipendenti oltre a tre stagionali nel periodo della raccolta, è specializzato soprattutto nella produzione di mais, grano, fagiolini, piselli, soia con una superficie 500 ettari che sconfina anche nei confinanti territori di Fiscaglia e di Comacchio.
«L’importante nel settore agricolo – puntualizza Salvagnin – al giorno d’oggi è sfruttare al meglio la tecnologia, attraverso monitoraggi sull’umidità , usando sistemi satellitari, per questo siamo considerati un’azienda leader nella cosiddetta agricoltura di precisione con interventi agronomici tenendo conto delle effettive esigenze colturali e delle caratteristiche del terreno».
L’importanza di un’agricoltura di qualità e tecnologicamente avanzata consente infatti delle ottime rese in termini di produttività e anche a raggiungere il raccolto completo in anni di grossa siccità o clima da record come è capitato lo scorso anno soprattutto al mais.
Ma se l’agricoltura trova terreno “fertile”, per Salvagnin invece qualcosa si è bloccato sul piano dell’edilizia.
«Vedo – dichiara – che molti cantiere sono rimasti fermi, dopo il boom del decennio scorso, anche il commercio non registra impennate, mi pare di vedere più chiusure che aperture, inoltre c’era anche un albergo che è stato chiuso perché era una specie di cattedrale nel deserto. Speriamo sia un momento di crisi passeggera, potrebbe andare decisamente meglio, ma speriamo in uno sblocco anche negli altri settori».
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