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Case famiglia chiuse «Faremo ricorso al Tar»

Case famiglia chiuse «Faremo ricorso al Tar»

Ospital Monacale, il legale della cooperativa Albachiara prepara la difesa «Sistemati i documenti mancanti chiediamo il riesame dell’ultima ordinanza»

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OSPITAL MONACALE. Non ci stanno e faranno di tutto per difendere le proprie ragioni. Questa la sostanza delle parole dell’avvocato Matteo Fogli, legale della cooperativa Albachiara che ha ricevuto una nuova ordinanza di chiusura per le ultime due case famiglia nel complesso di villa Lervini, a Ospital Monacale. «Smentisco di aver mai detto che gli anziani di Villa Mercede sono stati spostati nelle due case famiglia che si trovano all’interno del complesso, in realtà - scrive l’avvocato - hanno trovato accoglienza in idonea struttura prontamente reperita. Quanto invece alle “motivazioni del documento dell’Asl”, per le quali si è parlato di “condizioni igieniche nella conservazione dei cibi (trovati scaduti)”, serve una rettifica. Dai verbali dell’ispezione eseguita dal comando carabinieri Nas di Bologna il 21 marzo scorso non risulta alcun addebito del genere, nessun cibo scaduto è stato rinvenuto. Secondo la lettera dei citati verbali, “regolari sono apparse le condizioni di pulizia e ordine” e gli ospiti, “interpellati in merito alla qualità dell'assistenza e dei servizi offerti hanno tutti risposto riferendo di essere soddisfatti e ben trattati”».

Va però ulteriormente ribadito che sono venti le difformità rispetto ai parametri previsti, come spiegato dalla dirigenza dell’Asl. Tra queste figurano la mancanza di igiene nella conservazione dei cibi e, nel complesso, mancanza di sicurezza per gli anziani, a motivare l’ordinanza di chiusura del Comune, sulla quale il legale della cooperativa non fa accenni.

«Notizie apparse - continua l’avvocato - come frutto della frettolosa volontà di gettare in pasto all'opinione pubblica il destino lavorativo e l’immagine di chi si occupa con dedizione alla cura degli anziani, svolgendo una funzione a oggi insostituibile. Albachiara ribadisce che la totalità delle famiglie e degli ospiti delle tre case famiglia hanno rinnovato fiducia alla cooperativa e che non esiterà a tutelare la propria immagine, ove necessario anche in sede penale. Infine, il lavoro finalizzato a sopperire al difetto di documentazione già segnalato dall’amministrazione comunale in occasione della sospensione, è proseguito con deposito e protocollazione delle carte al Comune di Argenta. Anche per questa ragione si depositerà, nella giornata di lunedì (domani, ndr), la richiesta di riesame (in autotutela) dell’ordinanza comunale di chiusura, con riserva, se necessario, di impugnare il provvedimento al Tar».

Questa la difesa, legittima, ma resta l’ordinanza di chiusura ed entro mercoledì gli anziani ospitati dovranno spostarsi. (d.b.)

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