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Il riso del Delta vuole crescere «Raddoppiamo la produzione»

Il riso del Delta vuole crescere «Raddoppiamo la produzione»

Jolanda di Savoia, il Consorzio di tutela Igp si pone obiettivi ambiziosi per i prossimi tre anni Progetti di filiera con Regione e Ministero per modificare il disciplinare e potenziare la coltivazione 

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JOLANDA DI SAVOIA . Il riso del Delta del Po Igp sta conquistando lo spazio che merita. Da qualche tempo non è più conosciuto solamente nella zona di produzione a cavallo tra le province di Ferrara e Rovigo, ma anche in altre zone. Da qualche mese è in vendita anche a Fico Eataly World, il nuovo parco agroalimentare alla periferia di Bologna.

La storia del riso del Delta del Po inizia una dozzina di anni fa e oggi sono 1.306 gli ettari coltivati a Igp per una produzione di 7.149 tonnellate di risone e 1.420 tonnellate di riso. Una bella storia che recentemente è stata raccontata anche a Fico durante un convegno attraverso le voci degli enti e delle istituzioni, parlando anche di sfide e i traguardi.

Il presidente del Consorzio di tutela è Adriano Zanella, 73 anni, di Noventa Vicentina, titolare dell’Azienda Agricola Tenuta Florio a Jolanda di Savoia in via Cappellone. Rimarrà in carica fino al gennaio 2019. «Dal 2013 a oggi la crescita è stata esponenziale di oltre il 700% e i programmi per il futuro prevedono due azioni, una con la Regione Emilia-Romagna per un progetto di filiera e l’altra con il ministero delle Risorse Agricole per modificare il disciplinare per aumentare la produzione del riso Igp (modifica già approvata dalle regioni Emilia-Romagna e Veneto). Lo scopo finale è di raddoppiare nel giro di tre anni fatturato e produzione. Il riso Carnaroli vale 28 euro al quintale, ma il riso del Delta del Po viene venduto a 54 euro al quintale in quanto Igp. L’obiettivo entro il 2020, è quello di passare dalle 7.149 tonnellate del 2017 ai 14 mila quintali. Stiamo attuando in pieno le direttive nazionali ed europee».

Poi Zanella sottolinea un problema quanto mai stringente: «Le nutrie stanno causando gravissimi danni. Occorre controllarne la proliferazione in quanto si nutrono del riso giovane e scavano tane dai canali verso le capezzagne mettendo a rischio l’incolumità degli stessi agricoltori. Abbiamo ottenuto grande sostegno da parte della polizia provinciale e del suo comandante Claudio Castagnoli. Non capisco perché la Regione Emilia-Romagna non autorizzi l’uso delle carabine. Questi animali vanno controllati. I danni aumentano anno dopo anno».

Il Riso del Delta del Po Igp è il cereale appartenente alla tipologia Japonica, gruppo Superfino, nelle varietà Carnaroli, Volano, Baldo e Arboreo. Le varietà Arborio, Baldo e Volano si prestano per la preparazione di risotti, timballi e supplì mentre il Carnaroli Igp è particolarmente indicato per prestigiosi risotti dell’alta ristorazione. Il prodotto è immesso al consumo nella tipologia Riso del Delta del Po Igp.

Il riso viene venduto in tutta Italia tramite la riseria Grandi Riso di Pontelangolrino che si occupa della sbramatura del risone, del confezionamento e di far arrivare il prodotto alla grande distribuzione. Viene esportato in Europa, principalmente in Spagna, Francia, Germania, e negli Stati Uniti. Da quest’anno c’è anche un’altra riseria a sbramare e confezionare il riso Igp, la Sbtf (Società bonifiche terreni ferraresi).

Il riso del Delta del Po Igp è coltivato in una zona di produzione le cui tessiture dei terreni sono sostanzialmente di due tipi: nell’area rodigina, di origine alluvionale, sono franco argillose/franco limose (Terre Bianche), mentre nell’area ferrarese sono a forte componente torbosa (Terre Nere). Il riso essiccato deve presentare una percentuale di umidità inferiore al 14%. Nei prossimi giorni inizierà la semina e il prodotto sarà raccolto a partire da metà settembre.

L’area tipica per l’ottenimento del Riso del Delta del Po si estende sul cono orientale estremo della pianura Padana fra le regioni Veneto ed Emilia Romagna, nei territori formati dai detriti e riporti del fiume Po, nonché dalle successive opere di trasformazione fondiaria che ne hanno reso possibile la coltivazione. L’area di produzione del Riso Igp è la più bassa d’Italia toccando quota -4 metri sul livello del mare nella zona Le Contane, Magoghe in Comune di Jolanda di Savoia. (m.bar.)



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