L’Asl cerca 15 medici di base per gli ambulatori vacanti
Fissate le esigenze di professionisti nelle aree che rischiano di restare sguarnite Tra le zone più carenti Ferrara e dintorni. Nel basso ferrarese il caso Monticelli
Nel “risiko” della sanità provinciale ci sono 15 aree dove nei prossimi mesi mancherà il medico di famiglia. L’Asl le ha mappate indicando, zona per zona, le località (distretti, comuni, anche frazioni) dove la popolazione potrebbe soffrire il disagio di una carenza del servizio. La rilevazione copre il primo semestre dell’anno in corso ed è estesa a tutti i distretti del territorio, in particolare quelli dove si prevedono “buchi” di assistenza che potrebbero emergere entro la fine del 2018.
«I motivi di queste esigenze che si manifestano col tempo nei territori possono essere diversi - spiega il direttore delle Cure primarie dell’Asl, Sandro Guerra - dalla previsione del pensionamento di un professionista, che può arrivare al compimento del 70° anno ma può anche essere anticipato per varie e personali ragioni, alla frequenza del servizio in quella zona (un medico di base può lavorare in più ambulatori ed essere presente in una determinata località solo in alcuni giorni alla settimana), alla dispersione e alla numerosità della popolazione in un particolare ambito della provincia, al numero dei non iscritti che ad esempio sono residenti in quella zona ma domiciliati altrove. C’è un Comitato aziendale per la medicina generale che periodicamente esegue un monitoraggio delle esigenze che si manifestano in ogni distretto ed esprime un parere indicando le necessità». In queste settimane si stanno insediando i medici di famiglia di nuova nomina nei luoghi dove la carenza era stata segnalata nel secondo semestre del 2017 (la dottoressa Elena de Angelis servirà dal 2 maggio il territorio comprendente i comuni di Ferrara, Masi-Torello, Voghiera, con obbligo di apertura dell’ambulatorio a Codrea, la dottoressa Elyasi Azadeh ha ricevuto l’incarico di coprire dal 3 aprile scorso l’ambito territoriale comprendente il comune di Cento, il dottor Paolo Nazzareno Fortuna assisterà dal 9 maggio i pazienti dell’area di Ferrara, Masi Torello, Voghiera).
Ecco invece le zone indicate, in base alle previsioni dell’azienda territoriale, per i futuri insediamenti previsti tenendo contro delle caratteristiche del territorio e della popolosità: 3 zone carenti nel comune di Cento, 2 nel comune di Bondeno, 1 nel territorio compreso fra Terre del Reno, Poggio Renatico, Vigarano Mainarda; 5 nei comuni di Ferrara, Masi Torello e Voghiera, 1 per Ferrara, Masi Torello, Voghiera con obbligo di apertura dell’ambulatorio a Ravalle, 1 per l’area dell’ex mandamento copparese (sei comuni) con obbligo di apertura a Formignana; 1 nel comune di Portomaggiore, 1 nell’ambito territoriale di Mesola e Goro, con obbligo di apertura dell’ambulatorio nella frazione di Monticelli (Mesola).
Per la copertura del servizio a Monticelli, in particolare, si era mossa nelle settimane scorse la comunità locale. L’anno scorso è infatti andata in pensione la dottoressa Anna Berro lasciando vacante l’ambulatorio presente in paese. Circa un mese fa, quindi, era stato indetto un incontro pubblico al quale hanno partecipato, oltre ai residenti, il sindaco Gianni Padovani, la direttrice del Distretto Asl Sud-Est, Romana Bacchi, il direttore del Dipartimento di Cure primarie, Sandro Guerra, una dirigente dello stesso dipartimento, Bertilla Mazzanti, e tre dei cinque medici di base del comune: Imer Arveda, Alessandra Fabbri e Natale Vita. Negli ultimi mesi i residenti si sono smistati tra gli altri professionisti presenti nel comune ma chiedono un ambulatorio in loco. L’Asl ha risposto di sì ma c’è un’incognita: dalla graduatoria regionale dei medici di base, l’elenco da cui si attingono i nomi dei camici autorizzati a ricoprire gli incarichi, non è sicuro che giunga una richiesta per gestire l’ambulatorio in quella zona. (gi.ca.)
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