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pd e L’INVITO M5S 

Marattin contro Franceschini balena la scissione

Le divisioni che lacerano il Pd a livello nazionale, sulla partecipazione o no alle trattative per formare il nuovo governo, si riproducono anche a livello locale. Dibattito via social animato da due...

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Le divisioni che lacerano il Pd a livello nazionale, sulla partecipazione o no alle trattative per formare il nuovo governo, si riproducono anche a livello locale. Dibattito via social animato da due “nazionali” come il ministro Dario Franceschini e il consigliere di Palazzo Chigi e neodeputato renziano, Luigi Marattin, con contributi vari. A dar fuoco alle polveri è stato ieri mattina Marattin, decisamente tranciante nel bocciare ogni ipotesi di dialogo rilanciata dall’intervista del leader pentastellato Luigi Di Maio, «penso cosa abbiamo fatto di così terribile in questa vita (o in vite passate) per pensare anche solo lontanamente di poter forse andare al governo con nullità di pensiero del genere. Misteri della politica italiana». La renziana Barbara Paron rincara parte in dialetto e parte in italiano, «questa è la “soluzione finale”». Succede però che qualche ora dopo Franceschini pubblichi questo tweet: «Di fronte alle novità politica dell’intervista di Di Maio serve riflettere e tenere comunque unito il Pd nella risposta. L’opposto di quanto sta accadendo: rispondiamo affrettatamente e ci dividiamo tra noi. Fermiamoci e ricominciamo». Adelina Ricciardelli gli risponde direttamente, «Dario, noi ti stimiamo moltissimo ma le aperture di Di Maio sono come la mela avvelenata per Biancaneve». Marattin non replica direttamente, ma scrive così: «Quando questa lunga transizione politica finirà, chiedo solo di non dovermi mai trovare più nello stesso partito non con chi ha idee diverse dalle mie, ma con chi pur di stare in maggioranza è disposto a fare qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa».

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