«Per noi ricordare la Liberazione è un dovere morale»
ANITA. La gente di Anita non dimentica cosa è successo 73 anni fa e ogni anno, i suoi cittadini, con orgoglio tornano in corteo per ricordare e fare memoria della liberazione del paese. Ieri mattina,...
ANITA. La gente di Anita non dimentica cosa è successo 73 anni fa e ogni anno, i suoi cittadini, con orgoglio tornano in corteo per ricordare e fare memoria della liberazione del paese.
Ieri mattina, poi, con la presenza dei soci Auser, la partecipazione è risultato ancor più numerosa. E non solo visto che erano presenti autorità comunali di Argenta e anche dei comuni dall’altra parte del fiume Reno. Deposte le corone lungo i cippi della storia partigiana, Renzo Savini (Associazione nazionale partigiani d’Italia), dopo aver elogiato Viera, l’allora giovane “staffetta” presente ieri fra il pubblico, ha posto una riflessione: «Dal 2007 ad oggi, sono diminuite le democrazie nel mondo e questo è preoccupante, mentre le dittature aumentano sempre più. Bisogna aprire gli occhi, stare attenti».
Il sindaco Antonio Fiorentini, ha ricordato invece l’oblio generato sia nella prima guerre mondiale che nella seconda. «Erano giovani che hanno pregato lo stesso Dio - ha detto -, che sono morti per la pace. Oggi, se vogliamo onorare quei giovani, dobbiamo coltivare la libertà che ci hanno portato rendendola però più moderna, dove cioè, anche la dignità dell’uomo che è stata dimenticata, va ripresa: impegniamoci anche se costa fatica». Successivamente, oltre alcuni filmati, è stata messa a dimora la rosa “Anita Garibaldi”.(g.c.)
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