Silenzio, lacrime e dolore Volania saluta il fabbro
Chiesa gremita per i funerali del 41enne che ha perso la vita in un incidente Don Pirini: «Era un ragazzo, con il cuore d’oro e bravo nel suo lavoro»
VOLANIA. Un silenzio spezzato dalle lacrime ha accompagnato ieri pomeriggio, nella piccola e gremitissima chiesa di Volania, le esequie funebri di Marcello Bellotti, il 41enne che ha perso la vita venerdì scorso, dopo un terribile incidente stradale in viale dei Continenti al Lido delle Nazioni.
Sulla bara del giovane fabbro, accanto al cuscino di tulipani colorati, l'amico fraterno Carlo Rambelli, titolare dell'Esko Bar del Lido delle Nazioni, al termine del rito funebre, ha posto una maglia su cui era stato stampato “Aficionados”. Ad unirsi al dolore dei genitori Giuliana e Pierino e dei fratelli Marco ed Andrea, c’erano ieri pomeriggio anche i tantissimi amici che Marcello frequentava a Volania, al Bar dell'Angolo di Lagosanto, al Bar “Ti porto al mare” del Lido delle Nazioni, nei pressi del quale si è verificato venerdì scorso il tragico scontro e anche quelli dell'Esko Bar, ma c’erano pure i colleghi dell'impresa artigiana Busoli, con cui il giovane collaborava.
«Marcello era molto bravo nel suo lavoro - ha rimarcato don Giancarlo Pirini, parroco di Volania - e voglio ringraziarlo ancora una volta perché poco tempo fa era venuto a sistemare le finestre grandi qui alle mie spalle, che non si aprivano più. Ha risolto il problema. Alla mamma, al papà malato e a tutti voi voglio esprimere i miei sentimenti di vicinanza. Non c’è una spiegazione alla disgrazia - ha aggiunto il parroco -, ma sappiate che non è mai un castigo di Dio». Ricordando che il fatale incidente è avvenuto nel venerdì santo, in occasione del quale si celebra Gesù morto sulla croce, don Giancarlo ha aggiunto che nonostante il disegno di Dio resti incomprensibile, tuttavia «Gesù in croce quel giorno ha incontrato Marcello e ora ci aiuta a portare la nostra croce». In tanti sono rimasti sul sagrato della chiesa, non riuscendo a trovare posto all'interno e tra tanti occhi lucidi e parole rotte dal pianto, anche quelle di una cugina.
«La nostra è una famiglia molto numerosa perché siamo in quattordici tra fratelli e sorelle e tra loro c'è anche il papà di Marcello - ha detto la cugina - siamo comacchiesi, ma loro abitavano qui da sempre e ora siamo tutti qui uniti anche ad affrontare questo dolore immenso». Per volontà della famiglia è stata incoraggiata una raccolta fondi, per sostenere la ricerca contro l’Alzheimer. Pochi sono gli elementi trapelati dall'esame autoptico, ma sembra che all’origine dell’uscita di strada, che ha preceduto lo schianto in auto contro un albero, vi sia un malore, che ha colto improvvisamente Marcello alla guida. L’auto è finita nel fosso che costeggia la carreggiata e per il fabbro non c’è stato nulla da fare ed è morto sul colpo.
Katia Romagnoli
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